'Griccia' è un termine usato dagli antichi tessitori della seta del xiv e xv secolo, indicante un fregio a sviluppo in genere verticale, come un tronco che sostiene elementi decorativi come l'ananas, la pigna e il melograno.

sabato 13 novembre 2010

Penne alla Bella Donna - ‘Lovely Lady’s penne’

 
Pubblicato su ‘The best magazine’
This article has been published on ‘The best magazine’ and I am giving a translation of the recipe. Go at the bottom of the page.


Qualche giorno fa ho incontrato la signora Marisa. Era tanto che non la vedevo e l’ho trovata sciupata, l’ombra di se stessa, spenta. Una sorpresa, certo, ma considerando che è fra i settanta e gli ottanta, prima o poi me lo dovevo aspettare.
Sempre curatissima, però, con una bella borsa rossa e sandali coordinati. Ma il fuoco che le bruciava dentro, non l’ho proprio visto.
Aveva sposato un compagno delle elementari di mio padre. Come si usa qui, i vecchi amici continuavano a incontrarsi con regolarità, mentre la vita andava avanti: matrimoni, nascite dei figli, adolescenze, altri matrimoni (dei figli), altre nascite (dei nipoti), e chi ce l’ha fatta ha vissuto anche le adolescenze dei nipoti.
Chissà se nell’al di là continuano ancora a vedersi, e che cosa gli sarà rimasto da dirsi. Intanto le vedove continuano a vedersi nell’al di qua, tranne mia madre che si è sempre rifiutata perché considera queste riunioni oramai un contare i sopravvissuti.
Ho sempre avuto la sensazione che si incontrassero per abitudine; era più che altro un gruppo di ‘compagni di merenda’, non ho mai avuto la sensazione che ci fosse quell’amiciza vera, profonda e complice, che fra loro si chiamassero quando avevano bisogno di aiuto o che si interessassero veramente a quel che succedeva nella vita degli altri.
La signora Marisa era molto più giovane di tutti loro, almeno una decina d’anni. Intelligente, brillante, piena di spirito, l’ho sempre ammirata anche per come sosteneva e appoggiava il marito, un pessimista nato per cui tutto era drammatico: ‘ Via, via, Gastone’ gli diceva facendogli coraggio. ‘Oh Marisina’ le rispondeva lui, quasi seccato. Ma di fatto, si calmava.
Un anno andammo in vacanza insieme, le due famiglie. Prendemmo a noleggio un caicco in Grecia, in un periodo in cui ancora si arrivava nei porti e l’unica barca era la nostra o quasi. C’erano tre persone di equipaggio: Lefteri, il capitano, e il suo secondo, un individuo che non sorrideva mai e che mi intimidiva parecchio. E poi un tipo gioviale, rotondo che portava un cappello di tela floscio legato con uno spago intorno al mento e che per il suo incedere ballonzolante venne prontamente ribattezzato Bagonghi. Chiassà come si chiamava veramente.
Mia madre e la signora Marisa cucinavano per le due famiglie. Una sera la signora Marisa venne fuori con le penne alla Puttanesca. Questo mi provocò allora molto imbarazzo. Avevo quattordici anni, sapevo vagamente cosa significasse e con certezza che la parola non era da ripetere.
Ma trovai le penne deliziose, e questa è la mia versione.

Tanto per chiarire, la Bella Donna del nome non è la pianta.

Penne alla Bella Donna (x 4)

500 g di penne (ci piace abbondare)
400 g circa di polpa di pomodoro
3 acciughe sott’olio o un cucchiaino di pasta d’acciughe
2 denti d’aglio, pelati e grattati
1 cucchiaio di capperi
1 manciata di olive nere, denocciolate e tritate grossolanamente
1+2  cucchiai di olio
1 cucchiaio di timo secco
1 cucchiaio di origano secco
un bel trito di basilico e prezzemolo (facoltativo)
sale, pepe

Scaldare 1 cucchiaio di olio, scioglierci le acciughe e far brevemente saltare l’aglio (non deve scurire). Aggiungere le erbe secche, e dopo circa un minuto completare col pomodoro, le olive ed i capperi. A me piace far sobbollire la salsa piano piano per un’oretta, affinché tutti i sapori si amalgamino ma se siete di fretta e la polpa di pomodoro non ha quel sapore metallico delle conserve in scatola, potete anche ridurre a dieci minuti.
Intanto cuocete la pasta ben al dente (devo dirvelo?). Assaggiate la salsa, aggiustate di sale, unite il pepe a piacere, ed infine conditevi la pasta, cospargendo di erbe fresche e mescolando bene.
Il formaggio non ci vorrebbe, ma ‘de gustibus non est disputandum’.



The Lovely Lady’s penne (serves 4 people)

500 g penne (or other short pasta) – quantity for an entrée
about 400 g canned tomatoes
3 oil preserved anchovies or a teaspoon of anchovy paste
2 garlic cloves, peeled and finely chopped
1 tablespoon capers
1 handful of black olives, pitted and roughly chopped
1+2 tablespoons of olive oil
1 tablespoon dried thyme
1 tablespoon dried oregano
1 tablespoon finely chopped basil and parsley (optional)
salt and pepper to taste

Warm 1 tablespoon of oil, add the anchovies till they dissolve and then briefly sauté the garlic (it must not burn). Add the dried herbs and after about 1 minute add tomatoes, capers and olives. I like to simmer for about 1 hour, but if you are in a hurry and the tomatoes are of good quality, 10 minutes may suffice.
In the mean time cook the pasta ‘al dente’ (need I tell you this?). Taste the sauce, add salt and pepper as needed and pour on the penne. Serve immediately.
Cheese is not needed for the recipe, but if you like it…why not?



Buon appetito!
Aracne





3 commenti:

  1. però!! sarà profumatissima e buonissima!

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  2. che racconto delizioso... "via marisina" mi sembra di sentirlo...
    e le penne alla puttanesca, che buone! bisogna che le rifaccia!

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