'Griccia' è un termine usato dagli antichi tessitori della seta del xiv e xv secolo, indicante un fregio a sviluppo in genere verticale, come un tronco che sostiene elementi decorativi come l'ananas, la pigna e il melograno.

giovedì 29 luglio 2010

Nostalgia - 'Longing'

Estate tempo di viaggi
Summertime means travels
Secondo Figlio è in viaggio per Los Angeles.
Prima e Seconda Figlia lo seguiranno domenica per passare 12 giorni con Primo Figlio che lì lavora. Insieme faranno un viaggetto di una settimana in California.


Second Son is travelling to Los Angeles.Next Sunday First and Second Daughter will follow and they will all spend about 12 days with First Son who works there. Together they will tour California for one week.


Da una parte sono piena di gioia per questa riunione che permetterà loro di rivedersi dopo quasi due anni. Dall’altra, vorrei tanto, tantissimo andare con loro. Vorrei avere di nuovo i miei quattro figli sotto lo stesso tetto, sentirli ridere, scherzare e litigare come facevano un tempo nemmeno troppo lontano.


From one side I am full of joy for this reunion that will allow my children to see each other after nearly two years. On the other side I would like so much to be with them. I would like to have my four kids under the same roof again, and listen to them while they laugh, joke and quarrel, as they used to do in a not too removed past.


Com'erano piccoli
How young they were
In questi giorni ho sentito più forte la nostalgia per Primo Figlio che oramai vive in California da più di cinque anni; sono passati solo due mesi da quando l’ho visto, eppure mi sembra molto di più. E meno male che adesso è più facile viaggiare ed anche comunicare. Ricordo un tempo in cui una telefonata interurbana era quasi un avvenimento: era costosa e bisognava parlare in fretta.


In these days the longing for First Son is stronger than ever, in spite of the fact that he has been living in California in the past five years and that I have seen him only two months ago.
Luckily in these days it is much easier to travel and to communicate. I remember when a long distance call was nearly a happening: it was expensive and we had to talk quickly.


Penso a quante madri nei secoli hanno visto i figli emigrare per poi non stringerseli mai più al petto. Le lettere impiegavano mesi per arrivare da una parte all’altra del mondo.
Ecco, oggi cercherò di essere grata di vivere in un’epoca in cui la tecnologia mi permette di comunicare con mio figlio frequentemente ed a basso costo.


I think of those mothers that in the last centuries have seen their children emigrate and never again could hug them. Mail took months to travel to the other side of the world.
So today I will try and be grateful that I live in an era in which technology allows me to frequently communicate with my son, and at a low cost.

Immagini della California
California's images

domenica 25 luglio 2010

Una borsa per una cara amica - 'A tote bag for a dear friend'

Holly e Vittoria sono le mie due nuove amiche, fanno parte della mia vita attuale e ci frequentiamo da qualche mese.
Vittoria mi ha invitata nella sua casa sulla costa per un paio di giorni. Invito graditissimo che mi darà la possibilità di conoscere un po’ meglio ambedue le mie amiche, visto che ci sarà anche Holly.

Holly and Vittoria are my two new friends, they are part of my present life and we ahve been meeting in the last months.
Vittoria invited me to spend a couple of days at her house on the coast. This invitation is very welcome indeed and it will give me the possibility of getting to know a little better both my friends, since Holly will be coming too.


L'ultima fatica
The last effort
Ieri ed oggi sono stata occupata a preparare una borsa da mare per la mia ospite.
Yesterday and today I have been busy sewing a tote bag for Victoria.

Dalla mia collezione di tessuti
From my fabrics' collection

Questi sono i tessuti che ho usato, un paio sono dell’Ikea dove secondo me si trovano dei grandi tessuti, ottimo cotone e prezzi contenuti. Un’altro viene da Joann (comprato durante uno dei miei viaggi a Los Angeles) e uno è un abito tirolese trovato su un banco di capi di seconda mano.
These are the fabrics that I used: a couple come from Ikea where in my opinion there are great fabrics, good cotton and affordable prices. Another one comes form Joann (purchased during one of my trips to Los Angeles ) and the last one comes from an Austrian old dress found at the market.

Particolari
Details

Traggo una grande soddisfazione nel fare un oggetto per qualcuno a cui voglio bene, e mi dà gioia donare il frutto della mia creatività
I find highly rewarding making something for someone that I love, and I have great joy in donating the outcome of my creativity.

mercoledì 21 luglio 2010

Vitiligine e ricamo, ovvero 'Vitiligo and embroidery'



Seconda Figlia ha la vitiligine, diagnosticata da nemmeno due mesi.
E' una malattia autoimmune, genetica e imprevedibile: non è chiaro come venga, né che decorso possa avere. Chi ne è affetto si può ritrovare coperto di macchie bianche all'improvviso; queste macchie possono espandersi, restare così o retrocedere (raramente).

Second Daughter has been diagnosed with vitiligo.
It is an autoimmune, genetic and unpredictable disease: it is not clear why it appears nor how it can develop. White spots suddenly show on the skin, they can expand, stay the same or reduce (rarely).

Mi hanno detto che si chiama 'Arte terapia'
I was told it is called 'Art therapy'

Non esiste cura per questa malattia, e per quanto non sia contagiosa, pericolosa o mortale, può avere effetti psicologici devastanti.
Immaginate un po' come io mi sia sentita quando la mia bellissima diciassettenne ha avuto conferma della diagnosi. Ho avuto dei sensi di colpa travolgenti (quale madre non ne avrebbe avuti), avrei voluto esserne colpita io invece che lei.
There is no cure for this disease, it is not contagious, dangerous or life threatening but can have devastating psychological effects.
Imagine how I felt when the diagnose was confirmed to my very handsome 17 years old daughter. I felt so guilty  (which mother would have not), I wished I had it instead of her.

Avevo bisogno ritrovare l'ottimismo ed esprimere il mio dolore in qualcosa di bello, di prezioso, di unico, di incanalare in qualche modo la mia energia creativa. Il binomio pelle-ricamo mi è parso perfetto.
I needed to gain back my optimism and express my pain in something beautiful, precious, unique; in some way to channel my creative energy. The biniomial skin-embroidery seemed perfect.

Particolare, fare click per ingrandire
Detail, click to enlarge


Premetto che non ho mai ricamato e chi lo sa fare se ne renderà facilmente conto. Anche la foto non rende giustizia a qualcosa che se non è un'opera d'arte, per lo meno è l'espressione di un passaggio dal tormento all'accettazione.

Before you say it, I didn’t embroider before (and the embroiderers within you will easily notice how imperfect my attempt is). The picture too is not well done, but at least it gives an idea of something that doesn’t want to be a work of art, but the expression of my passage from torment to acceptance.


La macchia di vitiligine non poteva che essere un fiore, bello, delicato, armonioso che ben si inserisse nel resto. Volevo trasmettere a mia figlia l’incoraggiamento ad accettare la malattia come parte di lei, e non come un nemico da combattere.

The vitiligo spot couldn’t be anything else but a flower, beautiful, delicate and harmonius with the rest. I wanted to transmit to Second Daughter the encouragement to accept the disease as part of her, and not consider it like an ennemy to fight.


Il fiore della vitiligine
The flower of vitiligo



Chi volesse saperne di più può andare sui siti di queste due associazioni, di cui adesso  faccio parte anche io. La prima è italiana e la seconda americana.


Those who wish to know more can link to one of these two organisations, of whom I am now a member. The first one is Italian  and the second one is American

http://www.arivonlus.it/  
http://www.vitiligosupport.org/




domenica 18 luglio 2010

La melanzana ovvero The Eggplant

Ho avuto l'onore di essere invitata a scrivere un articolo per 'The best magazine' una rivesta fatta da blogger e che trovate qui:   http://thebestmagazine.wordpress.com/

Va da sé che ho scritto un pezzo culinario con una ricettina estiva, una preparazione se non velocissima senz'altro gustosa. Potete leggervela qui:  http://thebestmagazine.wordpress.com/2010/07/13/in-cucina-con/#more-2164
Menta e basilico
Mint and basil

Altro non vi dico, se non: Buon appetito!

I have been requested to write an article for an online magazine, called 'The best magazine', written by and for bloggers. It is in Italian, so I will add here a short translation of the recipe. The full article can be found here:   http://thebestmagazine.wordpress.com/2010/07/13/in-cucina-con/#more-2164

I have a friend, that I will call Jasmine. She has been travelling the world all her life, living here and there, getting in touch with many and various cultures. She is a great cook and she gave me a recipe, that I have modiefied a bit.
In her honour I will call this:


Jasmine's eggplants


3 big eggplants
a few teblaspoons of coarse salt
vegetable oil for frying (I use peanuts)
1 tablespoon white vinegar
1 tablespoon of sugar (I use Demerara)
2 tablespoons of soy sauce
1 spicchio d’aglio tritato fine1 garlic clove, finely chopped
1 tablespoon of finely grated fresh ginger
about 1/2 treaspoon of ordinary salt
1 handfull of chopped mint leaves (you can replace with basil, or even better cilantro leaves)


Peel and dice the eggplants, put them in a colander with the coarse salt so that their water will run off. About 1 hour later dry them with a towel and quickly fry in hot oil. Put the eggplants back into the colander and let the absorbed oil to drip; it will take a few hours, the longer the better.

Put all the ingredients, but the aromatic herb, into a bowl. Mix well, correct according to your taste by adding a bit more of this and that. The preparation should rest a few hours in the fridge so that the flavours properly develop. Add the herbs before serving.
It is nice as an appetizer, a side dish, into a sandwich....


venerdì 16 luglio 2010

Un nuovo inizio ovvero A new beginning

Oggi, un anno fa, traslocavo.
One year ago, today, I moved out.

Forse faceva lo stesso caldo di adesso, non ricordo. Altro mi agitava il cuore: la consapevolezza di aver lasciato la casa dove avevo vissuto quasi 20 anni, e con essa mio marito, una posizione sociale, il ‘noto’.
Maybe it was as hot as today, I can not remember. Other thoughts were on my mind:  the awareness that I was about to leave the house in which I had lived for nearly 20 years, and at the same time my husband, a social position, the ‘known’.

Andavo sapendo di dare un grosso dolore ai  figli ancora a casa, di 20 e 16 anni. ‘Tu hai ragione, mi dicevano, ma fa male lo stesso’. Mi hanno aiutata ad imballare e smontare, trasportare e sistemare, dandomi una straordinaria prova di altruismo e di amore.
Avevamo passato il giorno prima a finire di preparare le ultime scatole, a smontare l’ultima libreria, a spostare le mie cose dove sarebbe stato più facile ai traslocatori caricarle sul camion.
I was going well knowing that I was deeply hurting the two children still at home, 20 and 16 years old.
‘You are right, they said, but it is painful anyway’. They helped me to wrap and dismantle, transport and arrange, thus giving me an extraordinary and unselfish evidence of their love.
We had spent the previous day filling the last boxes, dismantling the last bookshelf, moving my things where it would be easier for the movers to load them on the van.

Ero sfinita, avevo perso 5 chili in 20 giorni. Ero triste, col cuore pesante; e  com’ ero spaventata davanti a quello che era davvero un salto nel buio, un nuovo inizio a 56 anni.
I was totally exhausted, I had lost 5 kilos in 20 days.. I was sad, my heart was bleeding;and how terrified I was on the verge of this leap in the dark, a new beginning at 56.

Il giorno dopo mi sono svegliata nel letto in cui ho dormito negli ultimi 30 anni,  ma tutto il resto non  era familiare: la luce che filtrava fra le veneziane, i rumori soffocati dei vicini, quelli del traffico in sottofondo, un ambiente sconosciuto.

Cosa ho fatto? mi sono chiesta.
E poi ho assaporato l’infinito senso di gioia della serenità.

The following day I woke up in the bed in which I had slept for 30 years, but all the rest was unfamiliar: the seeping light  through the window’s blinds, the muffled noises of my neighbours, those of the traffic in the background.

What have I done? I asked myself.
Then  the infinite joyous feeling of serenity engulfed me.


martedì 13 luglio 2010

Rapporti familiari ovvero Family relationships


Ieri ho litigato con Prima Figlia.

Qualcuno mi dice che siamo troppo simili per andare d’accordo, e questo mi fa arrabbiare. Certamente siamo due donne volitive, decise, appassionate e di prepotente personalità.
Ma io mi sento diversa perché mi trovo più attaccata alla realtà, più consistente, meno visionaria. Forse sono solo più vecchia.

Mia figlia ha un grande potere, quello di tirare fuori il peggio di me. Io resisto fino ad un certo punto, poi perdo la calma e allora litighiamo.
Fondamentalmente, di là dai fatti, mi sento usata e abusata. Sento che lei gioca con me come il gatto col topo: mi rovescia addosso i suoi problemi che spesso hanno una base reale, ma lei esagera nel fare la vittima e tutto diventa tragico.

Io ci casco sempre, l’ascolto e soffro indicibilmente per le sue sofferenze.
Dopo qualche giorno tutto (o quasi) è sfumato in una bolla di sapone. I problemi che sembravano angoscianti e irrisolvibili d’un tratto non sono più tali.

Ed io mi arrabbio. Ho capito che dovrei arrabbiarmi con me stessa perché ogni volta mi dimentico della precedente, ed ogni volta ne esco ferita. Lei gioca coi miei sentimenti, forse in una lotta inconscia di potere (e di fatti questo giochino lo fa solo con me).

Ma come si fa quando una figlia viene piangendo, disperata perché la sua vita è insopportabile? Si fa finta di niente e si chiude la porta?

Mi resta l'amarezza di non altro litigio.


Yesterday I had an angry argument with First Daughter.

Some people tell me that we are too similar to go on without quarrelling, and this makes me angry. We certainly are strong minded, determined, passionate women with an overwhelming personality.
But I feel different because I think of myself as more connected with reality, more consistent, less of a visionary.
Maybe I am only older.

My daughter has the great ability of getting the worst out of me. I bear with her till I loose my composure, then we fight.
Beyond the mere facts, I feel used and abused. I feel that she plays with me, as the cat and the mice do: she pours on me her problems, that often are real, but she exaggerates in showing herself as the victim and everything takes a tragic connotation.

This is a pattern, a trap in which I regularly fall: I listen and then I suffer so much because she is in pain.
After a few days (very often) the problem vanishes. Problems that looked agonizing and unsolvable quite suddenly shade off.

And I get angry. I understand that I should be mad at me instead, because every time I forget about the previous one, and every time I feel hurt.
She is playing with my feelings, maybe in an unconscious power struggle (and in fact this is a game she only plays with me).

But what would you do if a daughter came crying to you, desperate because her life is unbearable? Would you close your door?

And I am left with the bitterness of another quarrel. 



sabato 10 luglio 2010

Chutney di albicocche, ovvero: Apricot Chutney


Un chutney, come lo intendiamo noi in Europa, e forse anche nell’America del nord, è una specie di marmellata, in cui la frutta viene cotta con spezie, aceto e zucchero, ed è’ destinata alla conservazione. Deriva dai chatni indiani che però sono preparazioni a freddo che non subiscono cottura e che vanno consumate rapidamente.

Tradizionalmente il chutney si serve col curry, ma io lo servo col lesso, con lo spezzatino, con l’arista al forno o il pollo arrosto: insomma con ogni tipo di carne. Mi piacerebbe anche con certi tipi di formaggio, tipo pecorino, se non avessi una dieta rigorosamente senza lattosio.

La mia amica Holly, che mi ha insegnato tante cose e che è mia costante fonte di ispirazione, mi ha resa felice quando mi ha detto che il mio chutney di fragole è così buono che se lo mangia a cucchiaini...a colazione! 
E allora le dedico questa ricetta.            
Gli ingredienti pronti all'uso.
The ingredients, ready to be used.


A chutney, as intended here in Europe and maybe also in North America, is a preserve made of fruit, sugar, vinegar and spices. It derives from the Indian chatni, a concoction that needs no cooking and has to be eaten rather quickly.

Traditionally chutneys are served with curries, but I serve them with boiled meat, stews, roasted pork and chicken, in short with every kind of meat. I would like to eat them with cheese as well (hard paste), if my meals weren’t rigorously dairy free.

My friend Holly, who taught me many things and is for me a constant source of inspiration, made me a happy woman when she told me that my strawberry chutney is so good that she eats it by the spoon...and for breakfast! So, this recipe is dedicated to her.

Ingredienti (per 4 vasetti da 250 ml)
1,200 kg di albicocche ben mature, lavate e tagliate in pezzi
100 g di uvetta (se piace)
1 o 2 denti d’aglio, grattati
1 cipolla media o 2 piccole, tagliate in piccoli pezzi
ginger fresco, quanto una noce, spellato e grattato
500 g di zucchero
500 ml di aceto bianco
1 cucchiaio raso di sale
Spezie: 1 cucchiaio di cumino macinato, 1 di coriandolo macinato, 1 di semi di senape, 1 cucchiaino da tè di cannella, 1 di peperoncino, 4 anici stellati


Ingredients (yields 4 250 ml jars)
1,200 kg well ripe apricots, washed and cut into pieces
100 g raisins (optional)
1 or 2 garlic cloves, peeled and grated
1 medium onion or 2 small, cut into tiny pieces
fresh ginger, like a walnut, peeled and grated
500 g sugar
500 g white vinegar
1 tablespoon salt
Spices: 1 tablespoon each ground cumin,  ground coriander and mustard seeds, 1 teaspoon each cinnamon and ground chilli, 4 star anise

A sinistra: cumino, coriandolo, cannella, semi di mostarda. A destra: ginger ed anice stellato, peperoncino.
On the left: cumin, coriander, cinnamon. mustard seeds. On the right: ginger, star anise, chilli. 
In una pentola capace, mettere tutti gli ingredienti tranne l’uvetta. Portare ad ebollizione, abbassare la fiamma e far sobbollire scoperto per circa 40 minuti, mescolando di tanto in tanto.
Levare dal fuoco e con un frullatore ad immersione ridurre il composto in purea grossolana.
Aggiungere le uvette, rimettere sul fuoco e far cuocere ancora una decina di minuti.
Controllare il punto di cottura prelevando un po’ di chutney con un cucchiaino e ponendola su di un piatto: quando raffredda non deve risultare liquida e correre lungo il piatto. Altrimenti cuocetela ancora un po’.

Put all ingredients, but raisins, in a large pot. Bring to boil, lower the flame and let simmer for about 40 minutes, uncovered, occasionally stirring.
Remove from heat; with a hand blender roughly puree the mixture. Add raisins, bring back to heat and let cook for another 10 minutes.
To control if the chutney is ready, put a little bit on a cold plate: it should look solid and not run around the plate. If it isn’t, cook it a little longer.

Bollire piano piano
Gently simmering 
Riempite i vasetti da conserva, avvitate bene i tappi ed invertite i vasetti. Quando sono freddi, raddrizzarli, pulirli esternamente ed etichettarli.
Va lasciato maturare per almeno un paio di mesi.
Fill the canning jars, and immediately screw the lid. Invert them and once they are cooled, turn the jars upright, clean the outside and put a label.
Let the chutney  mature for at least a couple of months.

Buon appetito!          Enjoy!

 

Aracne

venerdì 9 luglio 2010

Finiti! ovvero ' Done!'

Eccoli qui, pronti a partire, indossati da un modello d'eccezione: Secondo Figlio che li esibisce con naturale eleganza.

Here are the socks, finished and ready to go. Second Son is modelling with his naturale elegance.








E questo è il link di cui parlavo nel mio post precedente, a proposito delle calze:
This is the link I was speaking about in my previous post:


http://www.interweavestore.com/Knitting/Magazines/Knitting-Traditions-2010.html


Vorrei far notare la bellezza della suola, è così insolito avere un decoro anche sulla suola.
I would like to show how beautiful the sole is, it is so unusual to have a sole with a pattern.







Aracne

martedì 6 luglio 2010

Biscotti coi pinoli, ovvero 'Pine nuts cookies'

Sono biscotti semplici, da colazione o anche da merenda. Come tutto quello che preparo non contengono lattosio, altrimenti non potrei mangiarli, ed essendo io la cuoca...voi mi capite!

These are very simple cookies, for breakfats or snack. As everything that I bake, they are dairy free, otherwise I couldn't eat them, and since I am the baker...you understand, don't you?



Ingredienti (usate il solito bicchiere da circa 250 ml)

2 + 1/4 di bicchiere di farina
1 bicchiere di mandorle tritate finemente
3/4 di bicchiere di zucchero
2/3 di bicchiere di olio di semi
3 uova
una bustina di pinoli (o a piacimento)
una bustina di vanillina
2 cucchiaini da tè rasi di lievito
2 cucchiai di acqua

Ingredients

2 + 1/4 cup flour
1 cup finely ground almonds
3/4 cup sugar
2/3 cup vegetable shortening

3 eggs
1/4 cup pine nuts (or as you like)
1 tablespoon vanilla
2 teaspoons baking powder
2 tablespoons water


 

Prendere una ciotola capace, mescolare tutti gli ingredienti. Far riposare una mezz'oretta.
Trasferire su di una spianatoia, usando tanta farina quanto ne serve per non fare appiccicare l'impasto.
Stendere col matterello fino ad ottenere uno spessore di circa 1/2 cm. Con un bicchiere (o uno stampino) ritagliare i biscotti, metterli su una teglia ricoperta da carta forno e cuocere in forno già caldo a 180°C per circa 20 minuti.
I biscotti devono apparire belli dorati. Ne vengono circa 2 dozzine.

In a large bowl mix all the ingredients. Let the dough rest for about 30 minutes.
Roll dough on a well floured board, flatten with a rolling pin to about 1/2 cm. With a glass (or a cookie cutter) cut into shapes, place on a baking sheet covered with parchment paper. Bake in a warm oven, 180°C for 20' or until the cookies are a nice golden colour.
You will obtain about 2 dozens of them.

domenica 4 luglio 2010

Questo blog!

Ero talmente eccitata quando ho scritto il mio primo post, non pensavo ad altro che al secondo, a cosa ci avrei scritto, al desiderio di corredarlo con foto fatte da me...tanto da averne il sonno turbato, anche se si trattava di un senso di gioia per questa nuova finestra aperta sul mondo della creatività, piuttosto che di un peso da portare.

Poi, la doccia fredda: mi sono resa conto che su certi blog italiani, non solo si commenta (e questo mi va bene) ma anche ci si aspetta che il titolare del blog risponda A TUTTI!!!! Avevo inteso questa come una pagina personale in cui condividere stati d’animo, riflessioni, eccetra, proprio come indicato nel titolo. Ben vengano i commenti e i suggerimenti, ma per quel tipo di scambio credo che sia più indicato un Forum. Del resto seguo da anni dei blogger stranieri e ben raramente vi ho trovato risposte a commenti: scrivere dev’essere un piacere, e leggere pure, ma nessuno è obbligato a leggere il mio blog, né io voglio sentirmi obbligata a rispondere a tutti. Scusate, non è per arroganza, ma questo non è un lavoro!

Ciò premesso, ho ancora difficoltà a caricare le mie foto sul PC, quindi mi sento molto limitata in quello che voglio scrivere e mostrare.
Durante la settimana ho lavorato come una pazza ad un paio di calze di lana da donare ad un anziano signore che ho conosciuto da poco.

E’ un gentiluomo che va per gli 87, con difficoltà di deambulazione che non gli hanno impedito di visitare la Francia lo scorso anno, e Firenze il mese scorso. Alto e magrissimo, cammina curvo, appoggiandosi al bastone, ma il passo è sempre scattante ed elastico.
Quando è a casa sua negli Stati Uniti, tutti i giorni si allena sul tapis roulant. Vive solo, si occupa della sua casa e per tenere in allenamento la testa fa le parole crociate e il mezzopunto. Sì, proprio il mezzopunto.
Ogni tanto ripete qualcosa che ha già detto, ma i suoi modi riflettono una gentilezza squisita e gli si perdona questo tratto comune agli anziani (ed anche a chi tanto anziano ancora non è....).
Mi ha conquistata con quel suo sorriso dolcissimo, col dimostrarmi da subito una grande affetto, come se ci conoscessimo da anni. Per cui, una volta che è partito, ho pensato a regalargli qualcosa che gli facesse piacere e siccome le persone di quell’età hanno sempre freddo, ho pensato ad un paio di calze.

Ho comprato una copia di Knitting Traditions pubblicato da Interwaeve. Si tratta di un numero speciale che raccoglie modelli di lavori a maglia legati alla tradizione popolare, soprattutto dell'Europa dei secoli scorsi.
Siccome non mi riesce collegare il link (Primo Figlio, che lavora nella programmazione di website, si vergognerebbe di me), chi vuole può andare a vedere di persona qui:

www.interweavestore.com/Knitting/Magazines/Knitting-Traditions-2010.html


E le calze in questione assomigliano a quelle in copertina: non sarei io se non avessi fatto delle modifiche, un po' per facilitarne l'esecuzione, e un po' per questioni estetiche. Il risultato è questo:




Questa è la parte del piede e della gamba, mentre la suola è questa:





Nice, ehin? E' stato un po' un impazzimento, ma mi piace la sensazione di un lavoro ben fatto e della realizzazione di una bella cosa.
E soprattutto, ho tanta gioia nel donare qualcosa fatto da me.
Buona domenica

Aracne