'Griccia' è un termine usato dagli antichi tessitori della seta del xiv e xv secolo, indicante un fregio a sviluppo in genere verticale, come un tronco che sostiene elementi decorativi come l'ananas, la pigna e il melograno.

lunedì 31 gennaio 2011

Ho trovato un tesoro - ‘I found a treasure’

La domenica Firenze è teatro di piccoli mercati qua e là. Ieri aveva luogo il mercato antiquario di piazza dei Ciompi (i ciompi erano i cardatori di lana) e nonostante la pioggia battente sono partita per una passeggiata.
Era piuttosto triste: poca gente sotto gli ombrelli, l’acqua gocciolava dalle tende stese sui banchi. Alcuni avevano coperto le merci con teli di plastica e questo non dava voglia né di curiosare, né dichiedere il prezzo. A onor del vero l’ho fatto per un paio di oggetti e la cifra richiesta è stata spaventosamente alta. Forse i venditori erano amareggiati per la giornata e volevano in qualche modo vendicarsi suoi poveri ardimentosi DSCN6385che si erano avventurati all’aperto.
Every Sunday in Florence there are little markets around town. Yesterday there was an antics market in piazza dei Ciompi (in Italian); ciompi is an old name for  wool combers. In spite of the rain I went for a walk.
It was quite sad: very few people under their umbrellas, the rain was dripping from the canvasses covering the booths. Some vendors had protected their wares with plastic sheets and this gave no wish to browse or ask for a price. I did though for a couple of objects, and the request was outrageous. Maybe the vendors were embittered because of the weather and in some way wanted retaliate on the poor courageous people who had the nerve to go out nevertheless.
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Nella piazza c’è una costruzione chiamata ‘Loggia del pesce’ sotto la quale un tempo si vendeva davvero il pesce. Non sapevo né che fosse stata disegnata da Giorgio Vasari né che fosse stata spostata qui da altra collocazione.
In the square there is a building called ‘Loggia del pesce’ where a long time ago the fish was really sold. I didn’t know that it had been designed by Giorgio Vasari neither that it had been moved here from its previous collocation.
Ho visto una signora che guardava con una certa indifferenza qualcosa di ricamato, una tela della quale mi sono impossessata con la feroce rapacità che mi contraddistingue in questi casi.
I spotted a woman who was looking at a piece of embroidery with a certain casualness,  a cloth that I grabbed with the  fierce rapacity that takes me in cases like this.
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Un pezzo di chiara origine indiana e chi potevo interpellare se non la mia amica Deepa, che vive a Bangalore e della quale seguo l’interessante blog? Mi ha risposto subito con infinita gentilezza, segnalandomi di aver parlato di questo tipo di lavori in un articolo da lei pubblicato (e un altro ).
Clearly it is a piece of Indian origin and I immediately got in touch with my friend Deepa who lives in Bangalore and writes a very interesting blog. She immediately wrote back with great kindness, telling me that she had written a post on this kind of art (and another one ).


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Così ho imparato che possiedo una Sujani kantha, una specie di arazzo decorativo che talora può anche raccontare una storia. Non nascondo la mia curiosità: la donna in sari che cammina con (forse) un contenitore per l’acqua, i ‘conquistatori nel mezzo, la processione di barche sul fondo.
Therefore I learned that I own a Sujani kantha, a wall hanging that sometimes tells a story. I can not deny that I am intrigued: the woman dressed with a sari carrying a water tank (perhaps), the ‘conquerors’ in the middle, the boats at the bottom.



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Guardate che delizia questi punti e come sono fatti accuratamente.
Look at these stitches and how precisely they are done.
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E non è davvero espressivo questo prigioniero legato sul carro del vincitore? Notate anche lo sfondo finemente trapuntato.
Isn’t really expressive this prisoner tied to the winner’s wagon? Have a look as well at the finely quilted background.
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venerdì 28 gennaio 2011

Ceci e porri - ‘Chickpeas and leeks’

La settimana scorsa ho organizzato una piccola cena per delle amiche che non vedevo da moltissimo tempo.
Fra l’altro c’era la mia mentore Solindue con cui ho vissuto moltissime cose negli ultimi 25 anni, e che ultimamente mi ha iniziata alle delizie del blog ed ai piaceri della fotografia.
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Ha scritto una deliziosa cronaca della serata che vi invito a leggere: spiritosa, arguta, brillante.
Vi do la ricetta dei ‘Ceci e porri’ che hanno avuto tanto successo.

Last week I organized a little dinner for some close girlfriends of mine that I had not seen in a while.
Among them was my mentor Solindue with whom I shared many things in the last 25 years, and that lately introduced me to the delights of blogging and the pleasures of photography.


She wrote a lovely account of the evening that is unfortunately only in Italian. Pity because it is full of humor, witty and sparkling.
I give the recipe of ‘Chickpeas and leeks’ that everybody loved.



Ceci e porri
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500 g di ceci lessati, 2 porri, 1/2 cipolla, 15 grani di pepe, 1 cucchiaio di semi di cumino, 1 pizzico di peperoncino, 1 cucchiaino di semi di mostarda, 1/2 cucchiaino di curcuma in polvere, olio, sale
Scaldare due cucchiai di olio e tostare le spezie tranne la curcuma.
Tagliare a rondelle il porro, tritare la cipolla e saltarli nell’olio per circa 10 minuti. Unire i ceci sgocciolati, la curcuma e far cuocere circa 30 minuti. Schiacciare parte dei ceci, salare e servire.
Dose per 6 commensali felici.



Chickpeas and leeks

porri500 g cooked chickpeas, 2 leeks, 1/2 onion, 15 whole peppercorns, 1 tablespoon cumin seeds, 1 good pinch of chilli pepper, 1 teaspoon mustard seeds, 1/2 teaspoon ground turmeric, oil, salt
Heat 2 tablespoon of oil and toast the spices except the turmeric.
Cut the leeks in rounds, chop the onion and add to the pan frying them for about 10 minutes. Add the chickpeas and the turmeric, let cook for 30 minutes. Mash part of the chickpeas, add salt and serve.
This quantity will make 6  happy guests.






giovedì 27 gennaio 2011

Ricordi - ‘Memories’

Riordinando le mie cose ho ritrovato un fascio di foto di una vacanza che facemmo in montagna. oramai 12 anni fa.
Siamo tutti belli, abbronzati, rilassati. I miei figli sorridono, un po’ in posa per far contento il fotografo. Mio marito sembra un divo del cinema. Sembriamo l’immagine della famiglia felice e se me lo aveste chiesto, vi avrei detto che fu una vacanza felice.

Tiding up my stuff I found a bundle of photographs taken during a Winter holiday some 12 years ago.
We are all handsome, tanned, relaxed. My children are smiling, posing to make the photographer happy. My husband looks like a movie star. We look as the image of the happy family, and had you asked me I would have answered that it was a happy holiday.


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E allora perché questo pugno nello stomaco, questa tristezza e questo assalto di sofferenza? Ho il desiderio di seppellire nuovamente queste foto in fondo ad un cassetto. Non è il rimpianto del tempo che passa, la nostalgia di quando avevo i bambini a casa, l’immagine di una me più giovane e piena di energia.

I wonder why I am feeling like someone punched me in the stomach, why this sadness, this assault of pain? I have the wish to bury  these photos again at the bottom of a drawer. It is not the regret of the passing of time, the longing of a period in which my children were living with me, the image of a younger and more vigorous me.


Credo di essermi ritrovata all’improvviso, quindi senza difese attentamente costruite, di fronte ad un passato in cui facevo finta che tutto andasse bene, in cui recitavo una parte in cui non ci fossero tradimenti, illusioni e bugie. Sono stata colta di sorpresa.
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Sapevo di essere infelice, ma non sapevo quanto. Ora la mia vita è più semplice, onesta e serena, ma mi meraviglia questa vulneraibilità alle ombre di ieri. Per fortuna riesco a guardare oltre ed a lasciarmi il passato alle spalle.

I think that I suddenly found myself, therefore without carefully built defenses, in front of a past in which I feigned that everything was fine, in which I played a role where there weren’t betrayals, delusions and lies. I was caught unaware.


I knew that I was unhappy, but I didn’t know how much. Now my life is simpler, more honest and serene but I marvel to this vulnerability to yesterday’s shadows. Luckily I can look forward and leave my past behind.


Copia di DSCN6211

Intanto la lavorazione del mio Solstice Cardigan prosegue.
In the mean time the knitting of my Solstice Cardigan is advancing.

sabato 22 gennaio 2011

Fotografia contemplativa - ‘Contemplative photography’

DSCN6186Questo concetto per me del tutto nuovo per quanto riguarda la fotografia, l’ho trovato descritto sul blog di Penny Berens . Questa signora è un’artigiana tessile che vive in Canada, il suo blog è interessante, vario, mai noioso e la seguo da qualche tempo. Fa anche delle belle foto e l’altro giorno ha scritto di Miksang.

This is a complete new concept for me as far as photography is concerned and  I was introduced to it on Penny Berens ‘s blog. This lady is a textile artisan who lives in Canada, her blog is interesting, diversified, never boring and I am one of her followers. She also takes beautiful pictures and a few days ago she wrote about Miksang.


Miksang è una paola tibetana che significa ‘buon occhio’, dove buono significa che la mente è libera da preoccupazioni, rilassata ed aperta a quel che la circonda. Libera da ogni influenza negativa, da ogni vincolo di interpretazione e capace di percezione, così che il fotografo è in grado di cogliere l’intima essenza di un momento reale e vivido. Insomma quasi un attimo di meditazione prima dello scatto.

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Miksang is a Tibetan word that means ‘good idea’ where good refers to a mind free from worries, relaxed and open to what is around. Free from any negative influence, from any constraint of interpretation and able to be perceptive, so that the photographer is in the position of getting the intimate essence of a real and vivid moment. In a word, almost a moment of meditation before the click.


Non mi è chiaro se nella descrizione ‘scatto senza manipolazione’ intendono che non si possa ricorrere ad effetti speciali, luci, tagli, raddrizzamenti eccetra, niente photoshop insomma. Ho chiesto a Penny, sarebbe interessante sapere se è proprio così: un ritorno alle origini della fotografia?
Io intanto ci ho provato. Queste foto le ho prese dopo un momento di riflessione e non le ho ritoccate. Devo dire che questo esercizio mi è piaciuto in quanto mi ha permesso di notare cose che altrimenti non avrei mai notato.

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It is not clear to me if the phrase ‘straight shooting’  means that you can not use special effects like brightening, cropping or straightening, and so on, I mean no photoshop. I asked Penny, and it would be interesting to know if this is really what it means: going back to the beginning of photographing?
In the meantime I tried. I shot these photos after a moment of meditation and I didn’t touch them up. I have to say that I enjoyed this exercise because I was able to take not of things that otherwise I wouldn’t have noticed.


Per maggiori informazioni andate sul sito ufficiale.
For more information go on the official website.

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martedì 18 gennaio 2011

Un berretto - ‘A beret’

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Ho accidentalmente cancellato il post precedente dal blog e non ho trovato il modo di recuperarlo. Quindi lo riscrivo come lo ricordo.

I accidentaly deleted the prevoius post from my blog and I could not find a way to retrieve it. Therefore I am writing it a gain, as I remember it.


Ho finito questo cappello che doveva essere un regalo di Natale per una mia paziente amica. Il motivo è opera mia, ma per il bordo mi sono ispirata a qualcosa che ho visto online. La lana è un merino morbido, un filato che è un piacere lavorare.

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I finished this beret for a very patient friend of mine since it was meant to be a Christmas present. The chart is of my own drawing, but I have been inspired for the border by something that I saw online. The wool is a merino wool, a yarn that is a pleasure to work with.


Ora ho finito tutti i piccoli lavori che mi restavano da completare a posso dedicarmi al Solstice Cardigan insieme alla mia amica Seurasaari .
Now I finished all the little knits that I had to complete and I can cast on the Solstice Cardigan with my friend Seurasaari.

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Per un po’ più di creatività andate da KootoyooFor more creativity go to Kootoyoo

giovedì 13 gennaio 2011

Un pullover top down - ‘A top-down sweater’

top_downSe non avete questo libro, vi invito a procurarvelo. L’autrice è Kristina McGowan ed i modelli che propone sono deliziosi. portabili e di facile realizzazione . Ovviamente un po’ di esperienza è necessaria, ma non poi così tanta, visto che le spiegazioni sono chiare e ben fotografate.

If you do not have this book, I invite you to purchase it. The author is Kristina McGowan and the patterns that she proposes are cute, wearable and easily feasible. Some experience is of course essential but not that much, since the explanations and photographs are clear and exhaustive.

Il concetto di lavorare a maglia dall’alto mi ha attirato da molto tempo, visto che in genere compro lana ‘a stock’ o d’occasione, non sapendo quindi mai con certezza se ne avrò abbastanza per un determinato modello e sapendo che non potrò andarmi a rifornire se me ne manca.
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Con questo sistema posso provare il mio tricot man mano che avanzo nella lavorazione ottenendo un prodotto finito che mi sta a pennello e nello stesso tempo tenere d’occhio la quantità di filato a mia disposizione.

It is a long time that I have been drawn to knitting from the top, since I usually buy yarn from unsold stocks or on sale, therefore never being sure that what I buy will be enough for a certain pattern and knowing that I wouldn’t be able to buy more should I run out.
With this method I can try on my knitting as I make it, getting a finished product nearly perfect for my body and at the same time keeping an eye on the quantity of yarn that I can use.


Il libro è in inglese e lo potete trovare online. 
The book in in English and you can find it online.
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martedì 11 gennaio 2011

Fashioning Fashion

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Vi capitasse di passare per Los Angeles da qui al 27 marzo, non perdetevi questa splendida mostra che copre circa due secoli di moda europea (dal 1700 al 1915) illustrandone l’evoluzione da un punto di vista estetico ma anche tecnico.

Should you pass through Los Angeles from now till March 27, do not miss this magnificent exhibition covering about two centuries of European fashion (from 1700 to 1915) and showing its evolution from an aesthetic point of view and also a technical one.


La prima sala ospita una serie di manichini che indossano vesti scelte per sottolineare i maggiori cambiamenti nella linea degli abiti. Per rendere questo confronto più evidente, gli indumenti femminili sono in predominanza bianchi. Il bianco è stato un colore sempre molto di moda, non solo limitato alle spose; soprattutto era uno status symbol, visto che non era molto facile lavarlo.
Si vedono dunque crinoline più o meno ampie, punti vita alti e bassi, maniche a sbuffo, a prosciutto, strettissime o larghissime. C’è anche una sezione maschile, perché anche gli uomini erano vanitosi e seguivano la moda.

The first room hosts a number of mannikins wearing dresses that point out the major changes in the silhouette. In order for this comparison to be more striking, the ladies garments are mostly white. White has always been a very fashionable color, not only limited to brides; moreover it was a status symbol since it could not easily be  washed.
It is possible to see hoops of various sizes, high and low waistlines, sleeves that are long, short, leg-of-mutton or narrow. There is also a man section, because men too were vain and followed fashion.


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I tessuti rappresentano un’altra parte importante dell’esposizione, visto che di tessuto gli abiti erano fatti. Ci sono magnifici esempi di tessuti operati, come questo di seta del 1700, di ispirazione ‘cinese’ secondo il gusto dell’epoca, o meglio ispirato da come gli occidentali immaginavano il lontano Oriente.

Textiles are another important section of the exhibition, since garments were made out of textiles. There are splendid examples of textured fabrics, like this silk woven in the 18th century, inspired by a taste for chinoiserie, or rather inspired by what the westerners thought the Far East was.


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Questo invece è un velluto tagliato su un raso di seta e filo metallico, abbellito poi di merletto metallico e perle di vetro.
This is a cut velvet on a silk and metallic thread satin. then worked with metallic lace and glass beads.

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La terza sezione riguarda l’abilità sartoriale, l’ingegno di chi il vestito lo cuciva spesso trovando soluzioni strutturali rivoluzionarie. Guardate per esempio la ricchezza di queste pieghe cucite fittamente e con una precisione straordinaria, a mano naturalmente.

The third section is about tailoring, the ability and the genius of those that physically had to sew the garment very often finding revolutionary structural solutions. Look for instance at the richness of these pleats tightly sewn and with extraordinary accuracy, by hand of course.



Nell’ultima parte si trovano gli ‘abbellimenti’: trine, ricami, fili d’oro, trine metalliche, perle e lustrini. Ognuno dei pezzi esposti è un capolavoro, a volte nemmeno il catalogo riesce a riprodurre la finezza di un ricamo o  la squisitezza di una trina.
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Questo a sinistra è un ricamo fatto in Giappone per il mercato europeo, abbellisce una veste da casa. Queste a destra invece sono berrette che gli uomini portavano in casa per ripararsi dal freddo. Tanto per parlare ancora di vanità e stutus symbol!

On the left you can see an embroidery made in Japan for the European market, adorning a dressing gown. On the right there are caps that men wore at home to keep warm. Just to speak again of vanity and status symbol!


Tutte le foto le ho fatte dal catalogo, so che non sono bellissime ma se non altro rendono l’idea. Vi invito ad andare online sul sito del Lacma  e vedere qualcosa di meglio. Interessante è anche la possibilità di scaricare alcuni modelli, purtroppo si tratta solo di moda maschile: non conosco nessuno che apprezzerebbe un panciotto come quelli proposti, e voi?

All the photos are taken by me from the catalogue, I know that they are far from beautiful. I invite you to go online on Lacma ‘s website and look at something better, It is also very interesting that they give the possibility of unloading patterns, unfortunately it is only men’s fashion: I know of no one who woul be pleased to wear a waistcoat like the proposed ones, and you?




sabato 8 gennaio 2011

La tenda rossa - ‘The red curtain’

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Primo Figlio mia ha regalato questo libro per Natale. Chi non conoscesse Kaffe Fasset può andare sul suo sito e farsi un’idea dalle straordinarie capacità di quest’uomo. L’uso che fa del colore, che sia per il mezzo punto, i lavori a maglia o i quilt, mi mette in uno stato di frenesia creativa difficile da controllare.
In realtà non potrei dire quale dei quilt illustrati io abbia trovato meno attraente, ma dovendo fare una tenda e nello stesso tempo usare quanta più stoffa possibile della mia sconfinata collezione, questo mi è parso fare al caso mio:


DSCN6008First Son gave me this book for Christmas. Those who never heard of Kaffe Fasset can go on his website and get an idea of the extraordinary capabilities of this man. His use of color either for needlepoint, knittings or quilts, puts me in a creativity frenzy that I can hardly control.
I can not really say which one of the quilts shown in the book I find less attractive, but since I have to sew a curtain and at the same time use as much of my extensive collection of fabrics as possible, this one seems perfect to me:


DSCN5997Così è cominciata l’avventura, dapprima con la scelta dei tessuti, sempre divertente. Maneggiare tutto quel tessuto, ammirarne le fantasia, sentirne la consistenza ha su di me un effetto calmante.

So the adventure began, first with the choice of fabrics, always great fun. To hold in my hands all these fabrics, to admire the patterns, to feel the texture has on my a soothing effect.

Poi col ritagliare metri e metri di strisce, e  cucirle insieme. Questo non è che un abbozzo di quel che sarà (soggetto a modifiche, naturalmente).
Qualche buon consiglio?

Then cutting meters and meters of stripes and sewing them together. This is a rough idea of what it will be (subject to modifications, of course).
Any good advise?

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mercoledì 5 gennaio 2011

Cosa c’è…. - ‘What is there ….’

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…in questa vetrina che non posso fare io stessa?
…in this window that I can not make myself'?


Mi piacciono questi cuscini, mi piace l’accostamento fiori/righe. E il ricamo rosso è magnifico. Una mia ‘amica di blog’ ha ricamato questi. Il ricamo fatto con un unico colore mi affascina, il rosso è un classico, ma anche il nero ha degli effetti straordinari. Veniva molto usato in Spagna ed in Inghliterra nel XV e XVI secolo. C’è un bell’articolo su Wikipedia, in questa pagina (è in inglese, ma ci sono molte foto e vale la pena darci un’occhiata).

I like these pillows, I like the combination flowers/stripes. And I find magnificent the red embroidery. A ‘blog-friend’ of mine made these. I am fascinated by embroidery made with one color thread, red is a classic, but black also gives some extraordinary effects. It has been widely used in Spain and England, in the XV and XVI centuries. There is a great article on Wikipedia, on this page (it is in English, and there are many photos worth to look at).



Queste sono le vetrine di Bellora, ad Incisa (Firenze): sono un incanto, prenderei tutto. Guardate questi prodotti, non ve li portereste a casa?  Trovo molto raffinate le scatole ricoperte di Toile de Jouy. Primo Figlio mi ha detto: ‘Mamma, che ci metteresti a fartele?’ Una bella prova di fiducia ed una bella sfida!

These are the windows of Bellora’s  shop at Incisa (Florence): they are a dream, I would get everything. Look at these items, would’n t you take them home? I find that the boxes covered in Toile de Jouy are very elegant. First Son told me: ‘ Mamma, you could make them in a flash’. A nice show of trust and a nice challenge!

domenica 2 gennaio 2011

Elettricità - ‘Electricity’

Ieri mattina mentre sorseggiavo il mio caffé davanti al computer, l’elettrcità improvvisamente se n’è andata.
Ho aspettato qualche minuto che ritornasse, coma a volte succede. Ho fatto un veloce esame di quel che era acceso al momento dle blackout, ho controllato gli interruttori ed i salvavita. Tutto a posto.
Dopo un quarto d’ora ho telefonato all’azienda che fornisce elettricità. Sono finita nel solito ginepraio di risposte automatiche, per essere informata da una voce senza emozioni che ‘nella Sua zona si sono verificate mancanze di elettricità. Stiamo provvedendo’.
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Yesterday morning I was quietly sipping my coffee in front of the computer, when suddenly there was a failure of electricity.
I waited a few moments that it came back, as it sometimes happens. I made a quick check of what appliances were on at the moment of the blackout, I checked switches and circuit breakers. All was all right.
After about a quarter of an hour, I called the electricity supplier. I ended up in the usual nettle field of automatic answers, and finally I was informed by an emotionless voice that ‘in your area there have been electricity shortages. We are dealing with them’.                                da/from: http://marineinsight.com/                                                                              
Sono uscita, ma al mio ritorno tutto era come prima. Ho cominciato a pensare alla possibilità di restare senza elettricità fino a lunedì.

Senza computer: se proprio ne ho bisogno, posso sempre ritornare a scrivere a mano,
Senza cucinare (ho una piastra elettrica): non è drammatico, posso andare a mangiare un piatto caldo in un ristorante.
Senza riscaldamento: metto un pullover di più.
Senza macchina da cucire: qui le cose si fanno serie.

Senza luce. Svegliarsi la notte improvvisamente ed essere al buio. Sapere che l’oscurità mi circonda e che il rassicurante click dell’interruttore non porterà il diradare delle tenebre. Accendere una candela non è la stessa cosa. L’atavica paura della notte.


I went out but when I came back everything was exactly the same. I started thinking about the possibility of being with no electricity till Monday.


Without computer: if I really need it, I can go back to handwriting.
Without cooking (I have an electrical stove): it is not a drama, I can have a hot meal in a restaurant.
Without heating: I can wear an extra sweater.
Without sewing machine: here things become more serious.


Without light. Suddenly waking at night and be in the dark. Knowing that obscurity is encircling me and that the reassuring click of the switch will not dissipate the darkness. To light a candle is not the same thing.The ancestral fear of the night.


Dopo ulteriori telefonate, sms, interventi col cacciavite, ho poi trovato la soluzione, e mi sono sentita sollevata.
Ma sono rimasta colpita da quanto della mia vita, della mia giornata, delle mie abitudini dipendano dall’elettricità.
Se davvero non potessi più averne, dovrei cambiare modo di vivere. In fin dei conti potrei trovare delle alternative a tutto, compresa la macchina da cucire (ah, la vecchia Singer manuale della nonna!).

Ma senza computer, senza internet? Questo sì che sarebbe un sacrificio.

After further calls, text messages, interventions with a screwdriver, I finally found the solution and I felt relieved.
But I was struck by how much of my life, of my day and of my habits depend on electricity.
If really I couldn’t have more power in my life I would have to change my way of life. In the end I could find alternatives for everything, including the sewing machine (ah, my grandmother’s old manual Singer!).


But no computer, no internet ? This would be a great sacrifice indeed.


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                                 Immagine copiata da internet, non ricordo dove.
                                   Image copied online, can’t remember where.