'Griccia' è un termine usato dagli antichi tessitori della seta del xiv e xv secolo, indicante un fregio a sviluppo in genere verticale, come un tronco che sostiene elementi decorativi come l'ananas, la pigna e il melograno.

lunedì 26 settembre 2011

Artemide - ‘Artemis’

DSC00607Da qualche giorno sto lavorando ad una nuova pagina tessile, partendo dai ritagli di tessuto bianco avanzati dalla mia tenda Bojagi. Il processo creativo a volte scorre fluido, a volte si intoppa all’improvviso, per poi riprendere ed ancora fermarsi.

‘Scrivo’ con slancio ed entusiasmo, oppure guardo pensosa la pagina senza sapere cosa fare, con un senso di vuoto sconcertante. In ogni caso questo procedere a tentoni, a scatti,  mi lascia esausta.

In the past few days I have been working to a new textile page starting from the white scraps leftover from my Bojagi curtain. Sometimes the creative process runs flowing, sometimes it suddenly gets jammed, then it resumes only to stop soon after.


I ‘write’ with impetus and enthusiasm, or I thoughtfully look at the page without knowing what to do, with a baffling feeling of emptiness.  Either way, this fumbling and haltingly proceeding leaves me exhausted.


DSC00609Stamani ho mostrato a Seconda Figlia quella che ritenevo una pagina finita, ma onestamente non ero proprio soddisfatta e volevo il suo parere. Di solito lei è una mia ammiratrice, e quando critica lo fa con molto acume, gentilezza ed obiettività, per cui accetto la critica con grazia e gratitudine.

Ma stamani, non so, forse perché si era appena svegliata, forse non era di buon umore, ha guardato freddamente quel che le mostravo per dirmi: ‘Manca qualcosa, mettici un cerchio di velluto rosso’. Un cerchio lo capisco, ma rosso? Non c’entrava niente, l’ho preso peggio di una critica, era un modo per togliermi di torno.

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This morning I showed to Second Daughter what I considered to be a finished page, but quite honestly I wasn’t entirely convinced and I wanted her opinion. Usually she admires my work and when she criticizes she does it with such shrewdness, kindness and objectivity that I gracefully (and gratefully) accept it.


But this morning I do not know what happened, maybe because she was just out of bed, or maybe she was in a bad mood, she coldly looked at what I was showing her to say: ‘Something is missing, add a circle of red velvet’. A circle, I understand, but red? It had nothing to do with the rest, I took this worst than a critic, it was a way to get me off her back.


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Me ne sono andata arrabbiata, con lei ma anche con me che non riuscivo a completare, a dare un senso a questa pagina. Poco più tardi, d’improvviso, eccola l’ispirazione, ecco presentarsi chiaro il significato che fino ad allora avevo avvertito confusamente.

E’ nata Artemide: dea cacciatrice, divinità lunare e protettrice del parto.
E’ la luna che partorisce nuove vite, idealmente rappresentate dalla spirale che gira in un cerchio aperto.

Therefore I went away, very angry with her and with myself at the same time because I was unable to complete and to give a sense to this page. A little later, quite abruptly inspiration arrived and the meaning that till then I only had confusedly perceived clearly appeared.


Artemis was born: hunter goddess, lunar divinity, patroness of childbirth.
It is the moon that gives birth to new lives, ideally represented by spirals swirling in an open circle.





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domenica 25 settembre 2011

Corri la vita - (let your life run)

corrilavitaAnche quest’anno si è svolta a Firenze Corri la Vita una manifestazione volta alla raccolta di fondi da destinare alle strutture pubbliche fiorentine ed ai gruppi di volontariato che si occupano di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne affette da tumore al seno.

Alla prima edizione del 2003 parteciparono 5000 persone, a quella del 2010 ben 22.000. La manifestazione è cresciuta d’importanza negli anni, tanto da avere adesso testimonial famosi, non solo italiani ma anche internazionali come per esempio Morgan Freeman e Hugh Grant. Per i 150 anni d’Italia è stato disturbato anche Giuseppe Garibaldi.
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This year too Florence hosted Corri la Vita, an event aimed at raise funds for the public Florentine facilities and the volunteer groups dealing with prevention, assistance and rehabilitation of women suffering from breast cancer.


In 2003, 5000 people joined in, in 2010 they became 22.000. The event has become more and more important in the years, to such an extent that presently it numbers some famous testimonials like Morgan Freeman and Hugh Grant. For Italy’s 150th anniversary even Giuseppe Garibaldi was enrolled.


DSC00624Dunque partenza da Piazza della Signoria in due gruppi: quello iscritto alla corsa competitiva di circa 12 km e quello invece che fa la passeggiata di circa 5 km. Io, naturalmente, ho seguito il secondo gruppo, che consiste di ogni sorta di persone: giovani, non più giovani, decisamente anzianotti, con carrozzine, bambini e cani. Una folla eterogenea, insomma, chiassosa, allegra, vociferante.

Oggi non so quanti fossimo, ma non si riusciva quasi a camminare lungo il percorso prestabilito tante erano le persone.

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Therefore departure from Piazza della Signoria, in 2 groups: one for the running race of about 12 km, the second one for the stroll of about 5 km. Of course I was part of the second group, composed of every kind of people: young, not so young, definitely elderly, with prams, children and dogs. To summarize, a heterogeneous noisy, gay, boisterous crowd.


I do not know how many of us were there today, but so many that it was almost impossible to walk along the set course.

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Non potevano mancare le Pink Dragon Ladies.
The Pink Dragon Ladies Ladies couldn’t be far.

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La giornata era soleggiata e calda, perfetta. Una vera celebrazione alla vita.
The days was sunny and warm, perfect. A real celebration of life.


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                   La banda dei Carabinieri, bravissimi!                 The Carabinieri’s band: bravissimi!

lunedì 19 settembre 2011

Pagine bianche - ‘White pages’

DSC00571Sono una che scrive moltissimo; soprattutto quando viaggio, tengo diari che poi conservo accuratamente. Il primo l’ho scritto 49 anni fa (sembra incredibile) durante un  emozionante viaggio in Francia coi miei genitori: la Tour Eiffel, le baguettes, il ‘supermarché’ (non ne avevo mai visti qui da noi).

Scrivo al computer e sono brevi racconti, sfoghi dell’anima, articoli per il blog e The Best (solo in italiano). Allora scrivo di getto, gli occhi fissi sulla tastiera e le mie dita corrono veloci quasi quanto i miei pensieri.

I am a person who writes a lot; especially while I am travelling I write journals that I keep for ever. I wrote the first one 49 years ago (it seems incredible) during an exciting trip in France with my parents: the Tour Eiffel , the baguettes, the ‘supermarché’ (I had never seen one before).


I write on my PC, composing short stories, outpourings of the soul, articles for my blog and The Best (only in Italian). When his happens I write without pausing, my eyes set on the keyboard and my fingers running as quickly as my thoughts.


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Ma scrivo molto anche a mano e allora il processo è più lento, direi quasi più intimo e meditativo. Amo la pagina, la pagina bianca che a volte mi soffermo a guardare, soppesandone le possibilità e quasi con eccitazione mi chiedo: cosa avrò riversato su questa pagina una volta che l’avrò riempita tutta?

I also write by hand and then the process is much slower, I would say more intimate and meditative. I love the page, the white page that sometimes I linger to observe, weighing the possibilities and with something similar to excitement I ask myself: what will I transfer on this page once that I will at its bottom?


Spigolando sui blog che seguo, sono rimasta affascinata da questo post. Karina è una tessitrice esperta, non scrive molto ma il suo è un universo diverso dal mio, e dunque mi incuriosisce e mi ispira.
Mi è piaciuta la sua idea di scambiarsi delle ‘pagine tessili’ , un altro modo per comunicare.

Gleaning here and there in the blogs that I follow, I was fascinated by this post. Karina is an expert weaver, she doesn’t write very much but her universe is different from mine, and therefore it arouses my curiosity and inspires me.
I loved her idea of exchanging ‘textile pages’, another way to communicate.


DSC00584Ma non solo: mi interessa andare oltre lo scambio e creare delle pagine di tessuto su cui sperimentare, fissare un’idea in un piccolo progetto veloce e fine a se stesso. Sono sicura che molti già lo fanno e che questa non è un’idea originale. Ma lo è per me, e già la mia fantasia corre.

And not only this: I am interestend in going beyond the exchange and create fabric pages on which experiment, transfer an idea in a little project for no other use. I am sure that this is already done by many and that it is not an original idea. But it is original for me, and my immagination is already running.


Intanto ho preparato una pagina da inviare a Karina, ma non posso mostrarla perché voglio che per lei sia una sorpresa. Ho usato i piccoli ritagli ottenuti quando lavoro a questo progetto, perché nelle mie pagine tessili voglio usare le tecniche più diverse e riciclare il più possibile.
E la pagina? Un pezzo di vecchio lino tessuto a mano che così ritrova una nuova vita.
Se qualcuno volesse unirsi a questo scambio non ha che da mandarmi un email all’indirizzo a fianco del mio avatar.

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In the mean time I prepared a page for Karina that I can not show yet because I want it to be a surprise for her. I used little scraps obtained when I am working to this project because in my textile pages I want to use the most different techniques and recycle as much as possible.
And the page? A piece of hand woven linen fabric that found a new life.
If someone would like to join into this exchange, please send me an email at the address  given at the right of my avatar.


(Ho finalmente finito questo; lavorato coi ferri 3.5 mm, ci ho messo una vita. E' più lungo del modello originale, si è allungato ancora di più quando l'ho lavato e qui ci sarebbe di che discutere sul campione NON fatto!

I finally finished this; I worked with 3.50 mm needles and it took forever. It is longer than the original pattern and it got even longer when I washed it. Here I should expand on a properly knitted sample that I DID NOT make!)

giovedì 15 settembre 2011

Ricamo indiano - ‘Indian embroidery’

Come preannunciato, lo scorso fine settimana sono tornata a Pavia alla scuola  Textile Support. Il corso dello scorso luglio sulla manipolazione del tessuto di cui ho parlato in questo post ed anche in quest’altro, mi aveva lasciata piena di un’aspettativa che non è stata delusa.

L’insegnante era la grande  Thessy Schoenholzer Nichols, che già avevo avuto la fortuna di incontrare a giugno alla Fondazione Lisio. Quindi è stato un po’ un ritrovarsi fra amiche, il che ha reso l’atmosfera ancora più gioiosa e rilassata.

As I announced, during last week end I went back to Pavia to the Textile Support school. The course on fabric manipulation that I took last July  that I described in this post and also in this other one, had me full of expectation and I was not disappointed.
The teacher was the great Thessy Schoenholzer Nichols, that I had already met last June at the Fondazione Lisio. Therefore it was a little bit like meeting old friends and this created an atmosphere even more joyful and relaxed.


DSC00535Abbiamo imparato quttro tipi di ricamo: Kantha, Kashmiri, Shisha e Chikan.
Del Kantha ho parlato quando in una piovosa domenica di gennaio trovai al mercato antiquario un inaspettato tesoro. Riguardandolo adesso, ogni punto ha senso e posso apprezzarne maggiormente l’esecuzione.

We learned four kind of embroidery: Kantha, Kashmiri, Shisha and Chikan.
I spoke about Kantha when last January, I found at the antique market an unexpected treasure. Looking at this piece now, every stitch has a meaning and I can better appreciate the execution.


DSC00536Il Kashmiri è stato per me una sorpresa per la sua bellezza ed anche una difficoltà perché non sono mai stata brava col punto erba nemmeno da bambina, e non è migliorato nel crescere. Mentre mi veniva bene il punto stuoia all’interno, del quale ero molto fiera finché Thessy non mi ha richiamata con un: ‘Troppo europeo!’.

Kashmiri was a surprise for its beauty and also a difficulty because I was never good with stem stitch, not as a child and not when I was older. But pretty good was my rush stitch  of which I was rightly proud till Thessy rebuked me with a ‘Too European!’.



DSC00534Il Sisha o Gujarati è forse quello che conosciamo un po’ tutti per via degli specchietti che lo caratterizzano.
Dappertutto si trovano tutorial su come realizzarlo e non mi dilungherò. Questo esempio ricamato da Thessy (sono suoi anche i ricami nelle foto sopra) parla da sé.

Shisha or Gujarati embroidery is what we all know because of the characteristic little mirrors. How to make it is explained in so many tutorials that I will not expand. This example that Thessy embroidered  is self explanatory (she also made those in the pictures above).


chikan
Il ricamo Chikan è nato nel Nord dell’India, tipico della città di Lucknow. Tradizionalmente viene eseguito su un tessuto trasparente tipo mussola, con filo bianco e i punti sono semplici. La bellezza di questo ricamo è unioca. Non vi faccio vedere quello che ho fatto io perché fa pena, ma questo è un esempio che ho trovato online.

Chikan embroidery comes from the North of India, and it is typical of the city of Lucknow. It is traditionally executed on a transparent fabric like muslin, with white thread and the stitches are quite easy. I am not showing you what I have been done, because it is pitiful, but this is an example that I found online.


Mentre noi ricamavamo, Angharad tingeva i fili. Non avevo mai pensato alla possibilità di tingere il mio filo da ricamo: non è incredibile questa donna?

While we were embroidering, Angharad was dyeing the thread. I had never thought about the possibility of dyeing my own embroidery thread: isn’t this woman incredible?

     
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lunedì 12 settembre 2011

Lana Sutra


DSC00523Ho fatto uno splendido corso di Ricamo Indiano questo week end, del quale scriverò molto presto. Siccome sono passata da Milano per incontrare Prima Figlia, ho fatto qualche foto che vorrei dividere con voi.

Intanto Max Mara.

I took a terrific course in Indian Embroidery during the week end, about which I will be writing very soon. Since I went through Milan to see First Daughter, I took a few pictures that I want to share with you.


First of all Max Mara.






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Una vetrina spettacolare, con tutte le prime pagine di Vogue in cui un capo Max Mara ha avuto l’onore della copertina. Ho trovato magnifico l’accostamento con questo insieme cappottino + accessori tutto rosso lacca.
Del resto le altre vetrine non erano da meno. Sono esteticamente belle indipendentemente da quello che indossano i manichini.

A spectacular window, with all the first pages of Vogue on which a Max Mara garment appeared. I find particularly attractive the combination with the lacquer red ensemble  coat + accessories.
But the other windows weren’t any worse. They are esthetically beautiful independently from what the dummies are wearing.

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DSC00522E veniamo a Benetton che espone in contemporanea nei suoi negozi di Milano, Istanbul e Monaco l'opera dell’artista cubano Erik Ravelo già presente alla Biennale di Venezia.

L’opera si chiama Lana Sutra. Andate a vedere il link, ci sono delle foto splendide, viene spiegato il significato di questa opera e come le figure sono state realizzate. Non c’è bisogno di essere amanti di lana e lavori a maglia per apprezare se non altro l’impatto cromatico e la magia di queste figure, alcune delle quali sembrano danzare nell’aria.

I want to talk about Benetton who is hosting the art installation of Cuban artist Erik Ravelo simultaneously in the shops of Milan, Istanbul and Muenich. The art installation was exhibited at the Art Biennale in Venice.


The artwork is called Lana Sutra (lana = wool). Have a look at the link, there are splendid pictures, with explanations of the meaning of the work and how it was made. There is no need to be a wool and knitting lover to appreciate if nothing else the chromatic impact and the magic of these figures, some of which seem to dance in the air.


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mercoledì 7 settembre 2011

…e yogurt!

DSC00117Dopo la ricetta dell’altro giorno, non potevo mancare di dare quella dello yougurt preparato in casa.
Ho ricercato su internet dei fatti curiosi da aggiungere al mio post per renderlo più interessante, non ne ho trovati, ma mi sono imbattuta nel Signor Il'ja Il'ič Mečnikov.
Questo scienziato russo nato nel 1845 è stato un insigne biologo che ha fatto molto per l’immunologia, tanto che nel 1908 ricevette il Premio Nobel per la Medicina.

Having given the recipe for granola the other day, I can not refrain to give the one of home made yoghurt.
I looked on line for some curiosity to add to my post in order to make it more interesting, I didn’t find anything very inspiring but I stumbled on a Mister Il'ja Il'ič Mečnikov
He was a Russian scientist born in 1845 and he was a prominent biologist who extensively worked on immunology and in 1908 received the Nobel Prize in Medicine.


La storia della sua vita e delle sue scoperte scientifiche è molto interessante, vi consiglio di darci un’occhiata.
Cosa lo lega allo yogurt? Il fatto che sia stato il primo a mettere in relazione le qualità del ‘latte acido’ con il segreto di giovinezza. Se non ho capito male, i lattobacilli in esso contenuti contrasterebbero le tossine che si accumulano nell’intestino, responsabili delle atrofie senili. Lui stesso trovò migliorata la sua salute in seguito all’introduzione dello yougurt nella sua dieta.

fagocitosi_targaMi ha molto sorpresa che nel suo girovagare per l’Europa abbia sostato prima a Napoli e poi a Messina, dove ebbe la prima intuizione della fagocitosi che lo portò poi ad approfondire i suoi studi sull’immunologia.

The story of his life and his scientific discoveries is very interesting, I recommend that you have a look.
In which way is he related to yoghurt? Because he was the first person to link the qualities of ‘sour milk’ with the secret of prolonging life. If I correctly understood, its lactic acid bacteria counteract the toxins that accumulate in the intestine and that are responsible of senile atrophies. The introduction of yoghurt in his own diet dramatically improved his health.
I was quite surprised that in his wanderings through Europe he was first in Naples and then in Messina (Sicily) where he had his first intuition of phagocytosis that later brought him to deepen his studies on immunology.

Yogurt fatto in casa

Ingredienti: 1 litro di latte intero e 2 cucchiaini di yougurt bianco intero

Portate il latte quasi ad ebollizione, abbassare la fiamma e far sobbollire per una decina di minuti. Fatelo raffreddare fino a temperatura corporea (nel senso che infilandoci un dito non vi bruciate) e unite i due cucchiaini di yogurt mescolando bene. Coprire ed avvogere in una coperta o un vecchio golf molto spesso.
Non guardatelo per circa 12 ore, dopodiché avrete la sorpresa di trovare il recipiente pieno di yogurt gustoso ed economico. Se vi pare troppo liquido, versatelo in uno scolapasta foderato con un tovagliolo e fate sgocciolare finché non sarà di vostro gradimento (prima foto).
Mettetelo in un barattolo ben chiuso e conservatelo in frigo. Dura almeno una settimana, di più non saprei perché lo finisco prima.
Nota: Io non sterelizzo niente, proprio come fanno i contadini bulgari!

Home made yoghurt

Ingredients: 1 liter of whole milk and 2 teaspoons of white whole yoghurt

Bring the milk nearly to boiling point, reduce the heat and let simmer for about 10 minutes. Let it cool until you can safely put a finger in it without getting burnt, add the yoghurt and stir thoroughly. Cover and wrap in a blanket or a thick sweater.
Ignore it for about 12 hours after which time you will be surprised to find your pot full of a tasty and economical yoghurt. If you think it is too liquid, pour it in a colander lined with a cloth and let it drip till you are happy (first photo).
Keep it in a closed container in the refrigerator. It will last for at least one week, maybe more but I do not know because I finish it sooner.
Please note: I do not sterilize anything, exactly as the Bulgarian farmers do.

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sabato 3 settembre 2011

Muesli o Granola?

Qualche giorno fa la mia amica Cinciarella ha fatto un esperimento di fotografia culinaria, catturando l’immagine di una semplice colazione, sana e gustosa. Più o meno è quello che mangio io, ma siccome sono intollerante al glutine, il muesli lo preparo da me perché quelli commerciali di solito contengono derivati del grano.
La curiosità mi ha spinta a cercare notizie sul muesli o, più propriamente sul Birchermuesli. Fu creato intorno al 1900 dal un medico svizzero, Maximilian Bircher-Benner, come alimento energetico ricco di frutta per i suoi pazienti. La ricetta originale prevedeva fiocchi d’avena ammorbiditi nel succo d’arancia, latte condensato e una mela asprigna grattata (chissà poi perché asprigna).
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A few days ago my friend Cinciarella experimented with culinary photography, taking the image of a simple, healthy and tasteful breakfast. More or less it is what I eat in the morning, but since I am gluten intolerant, I make my own muesli because the commercial ones usually contain wheat. Curiosity had me looking for information about muesli, or more precisely Birchermuesli. It has been created around 1900 by a Swiss MD, Maximilian Bircher-Benner,  as an energetic food rich in fruit for his patients. The original recipe called for rolled oats softened in orange juice, evaporated milk and a sour grated apple (why the apple should be sour is a mystery).


I fiocchi d’avena dovevano essere immersi in un liquido per diverse ore per renderli mangiabili, processo che oggi non è più necessario perché quelli in commercio sono pretrattati mediante vapore.
Il latte usato era condensato perché non esisteva ancora la pastorizzazione e usando quello fresco i pazienti avrebbero potuto rischiare la tubercolosi.

The rolled oats had to be immersed in liquid for several hours in order to be digestible, a process that today is no longer necessary since commercial oats are pre-treated in steam.
The milk was evaporated because pasteurization didn’t exist and by using fresh milk patients could risk tuberculosis. 


Il muesli che si compra è un lontano parente di quello originale…e forse più gustoso. Ho sempre pensato che nel Nord America si chiamasse granola, invece ho scoperto che è simile ma non proprio uguale. Venne creato alla fine dell’800 da un medico americano, James Caleb Jackson, che dirigeva un sanatorio. L’ingrediente principale era una farina di grano processata e mescolata alla crusca (Graham flour),  ed il nuovo prodotto venne battezzato Granula. A differenza del muesli, la granola era tostata per renderla croccante e dolcificata con miele o sciroppo d’acero.

granola
The muesli that we find in shops now is a far removed relative of the original one…and maybe much tastier. I always thought that in North America it was called granola, instead I discovered that it is similar but not really the same. It was created at the end of 1800 by an American MD, James Caleb Jackson, who owned a sanatorium. The main ingredient was Graham flour and the new product was baptized Granula. Granula was toasted in order to have a crunchy product and sweetened with honey or maple syrup, these being the main differences from muesli.


Muesli e granola tornarono di moda negli anni ‘60 grazie al movimento Hippie, arricchiti di noci e frutta secca in modo che fossero più ‘sani’ e nutrienti. Per la preparazione ora vengono usati vari tipi di cereali, di noci, magari anche spezie e cioccolata per renderli ancora più appetibili.

Muesli and granola came back into fashion in the Sixties thanks to the Hippie movement, enriched with nuts and dried fruit to make them ‘healthier’ and more nutritious. Nowadays several kind of cereals are used, with the addition of various types of nuts, maybe spices and chocolate that make them more attractive.


Io compro un tipo di muesli per mia figlia, lo metto nel carrello della spesa, pago e lo porto a casa. Mai più avrei immaginato che ci fosse dietro una storia di igiene alimentare e che due prodotti simili siano stati creati di qua e di là dall’Atlantico per precise esigenze sanitarie più o meno nello stesso periodo.
A questo punto, non mi resta che darvi la ricetta di quello che io preparo, ispirata leggendo qua e là,  che però è piuttosto una granola. 

I buy a kind of muesli for Second Daughter, I put the box in the cart, I pay and bring it home. I could never imagine that there was a story of dietary hygiene and that two similar products had been created on both sides of the Atlantic more or less at the same time for specific health needs.
At this point I will give you the recipe of what I prepare for myself, inspired by reading here and there…it is more a granola than a muesli.


Granola fatto in casa

1 bicchiere di noci varie (nocciole, mandorle, arachidi non salate, etc)
1 bicchiere di frutta secca varia (uvetta, mirtilli, albicocche, datteri , etc tagliati in piccoli pezzi)
4 bicchieri di fiocchi d’avena *
1/3 di bicchiere di olio vegetale, per esempio mais
1/3 di bicchiere di miele, oppure sciroppo d’acero
un pizzico di sale

Accendere il forno a 150°C. In un’insalatiera mescolare bene i fiocchi d’avena con il miele (o sciroppo d’acero), l’olio e il sale. Versare su di una teglia coperta di carta forno e far cuocere circa 30 minuti, mescolando un paio di volte. Far raffreddare. Alzare la temperatura del forno e tostare le noci per una decina di minuti ad una temperatura di 180°C. Una volta fredde, tritare le noci.
Unirle ai fiocchi d’avena e alla frutta secca, mescolare e conservare in un barattolo ben chiuso.

* Attenzione: ho consultato diverse fonti italiane ed internazionali. Sembra che l'avena non contenga glutine di per sé ma che possa essere contaminata durante la lavorazione.

Homemade granola

1 cup mixed nuts (almond, hazelnuts walnuts, etc)
1 cup mixed dried fruit (raisins, blueberries, apricots, dates, cut in little pieces)
4 cups  rolled oats * 
1/3 cup vegetable oil (I use corn)
1/3 cup honey or maple syrup
a pinch of salt


Heat the oven at 150°C. In a bowl thoroughly mix rolled oats, oil, salt and the syrup (or honey). Transfer on a baking sheet covered with wax paper and bake for about 30 minutes stirring a couple of times. Let it cool.
Raise the temperature in the oven and toast the nuts for about 10 minutes at 180°C. Chop when cold and add them to the baked oats and the dried fruit.
Keep  in an airtight container.


* Disclaimer: from various Italian and international sources it seems that oats do not naturally contain gluten but may be contaminated during processing. 


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