'Griccia' è un termine usato dagli antichi tessitori della seta del xiv e xv secolo, indicante un fregio a sviluppo in genere verticale, come un tronco che sostiene elementi decorativi come l'ananas, la pigna e il melograno.

domenica 27 maggio 2012

Arte e meditazione - 'Art and meditation'

In una bella giornata di sole sono andata alla Ucla, celebre università californiana. Il campus è enorme, con grandi prati verdi e immense costruzioni di mattoni rossi. I giardini sono ben tenuti e stuoli di studenti sciamano in ogni direzione ed in ogni momento.

Ogni volta che vedo un'università americana mi viene voglia di iscrivermi a qualche corso e fare almeno un semestre in quello che ritengo possa essere un ambiente stimolante e moderno.

 

In a beautiful sunny day I went to Ucla, the famous Californian university. The campus is big, with wide green lawns and enormous red brick buildings. The gardens are will groomed and flocks of students swarm in every moment and every direction.

Every time that I visit an American campus I have a wish to apply to some courses and live at least for one semester in what I think would be a stimulating and modern environment.




Il mio scopo era visitare il Fowler Museum che ha sempre delle esibizioni curate ed interessanti, ma ho dato anche un'occhiata ai lavori di fine anno dei Masters' in Fine Art. L'impatto con le opere contemporanee è per me talvolta difficile perché ho avuto un'educazione molto tradizionale e non si può proprio dire che Firenze sia una città molto aperta all'arte contemporanea. Per fortuna ho un'amica scultrice che mi sta aprendo gli occhi e mi permette di vedere là dove finora non c'era che buio.

My purpose was to see the Fowler Museum that always offer Well done and interesting exhibitions, but I also had a look at the end year works of the Masters' in Fine Art. The impact with contemporary works is sometimes very difficult for me because I had a very traditional education and it can not be said that Florence is a city open to contemporary art. Luckily I have a friend who is a sculptress that is opening my eyes and she makes me see where up to now only darkness was.

 

Il lavoro che più mi ha colpita è stato quello di Gabriel Noguez intitolato 'You keep me company'. In un angolo due sedie rosse intorno ad un tavolo invitavano a sedersi e scrivere una lettera che sarà conservata per cinque anni e poi spedita all'indirizzo sulla busta.

Ho trovato inquietante l'invito a scrivere della propria ansietà sul futuro, quel frugarsi dentro cosi intimamente e mettere nero su bianco la propria paura. Non me la sono sentita.

 

The work that most impressed me was the one by Gabriel Noguez called 'You keep me company'. In a corner two red chairs around a table invite you to sit down and write a letter that will be kept for 5 years and then sent to the address on the envelope.

I found disturbing the invitation to write about my anxiety abou the future, this digging into my most intimate self and writing down my inner fears. I could not.




Questo tipo di arte, ho imparato, si chiama arte concettuale. Non c'è l'uso dei mezzi tradizionali come pittura, scultura e così via. Ė la prima volta che mi trovo davanti ad un'opera così lontana dall'idea art=craft. L'ho trovata provocatoria, mi ha fatto pensare ed anche guardare dentro me stessa.

Non è strabiliante pensare quante cose nuove possiamo scoprire se conserviamo una mente aperta?

 

This kind of art, I learned, is called conceptual art. There isn't t the use of traditional means like painting, sculpture and so on. It is the first time that I found myself in front of a work so far away from the idea art=craft. I found it provocatory, it made me think and also look into myself.

Isn't it amazing to think how many new things we can discover if we keep an open mind?

 

 

giovedì 24 maggio 2012

Los Angeles

Dopo tantissimi mesi sono finalmente tornata in California a riabbracciare Primo Figlio. Non sono mai venuta a fine maggio ed all'arrivo sono stata sorpresa dalla miriade di fiori in boccio e dal loro profumo. Questa sensazione di essere 'a casa' senza avere i pensieri ed i problemi che ho a Firenze, mi riempie di serenità.

After several months I am finally back in California to visit First Son. I was never here at the end of May and upon my arrival I have been surprised by the thousands of blooming flowers and their perfume. This feeling of being 'home' without the concerns and problems that I have in Florence, fills me with serenity.




Ho preso in affitto un piccolo appartamento che all'arrivo mi è parso un po' trasandato e triste. Ma ero solo stanca, l'eccitazione di essere qui ed un bel mazzo di gigli hanno presto messo in secondo piano le macchie del tappeto ed i buchi nel linoleum.

I rented a small flat that when I arrived looked to me a little shabby and sad. But I was only tired, the excitement of being here and a nice bunch of lilies soon covere the stains on the carpet and the holes in the lino.

Ieri ho passato molte ore con la mia amica Giselle riprendendo la conversazione da dove l'avevamo lasciata qualche mese fa, come succede fra persone con la stessa sensibilità e visione della vita. Ho pranzato a casa sua, c'era anche suo marito, un uomo gentile e sorridente la cui famiglia è originaria del Giappone. Dunque del Giappone abbiamo parlato ed ho rivissuto la passione e l'emozione del mio soggiorno.

 

Yesterday I spent many hours with my friend Giselle, resuming conversation where we left it some months ago,as it happens between people with the same sensitivity and view of life. I had lunch at her house, her husband was there too, a kind and smiling man whose family originally was from Japan. And about Japan we spoke and I lived again the passion and emotion of my stay there.

Nel pomeriggio dopo aver fatto la spesa ed essermi rifornita di ogni bene, sono andata a camminare nell'amata Venice. Faceva caldo, c'era un bel sole ed ho passeggiato per più di un'ora.

 

Primo Figlio è venuto a cena, la sua ragazza è in viaggio per lavoro, sicché l'ho avuto tutto per me. Avevo un paio di cosette da fargli sistemare sul blog, cose che a me ci vorrebbe mezza giornata per capire come fare. E poi abbiamo parlato, tanto ed intimamente, di situazioni presenti e progetti futuri.

Mi stupisco sempre un poco di come questo bambino che non molto tempo fa tenevo fra le braccia si sia trasformato in un uomo indipendente e sicuro di sé.

In the afternoon after grocery shopping and providing all sort of goods, I went for a walk in Venice, a place that I love very much. It was worm, the sun was shining and I walked for over one hour.

First Son came to dinner, his girlfriend is on a business trip, therefore I hadn't to share him. I had a couple of things to get fixed on the blog, something that would take me half a day to understand what to do. Later we talked, a lot and ver intimately, about present situations and future projects.

I am always a little surprised to see how this child that I kept in my arms not many years ago transformed into an independent and self confident man.

 

 

sabato 19 maggio 2012

Colore - ‘Colour’

DSC02611Non tutti i giorni sono uguali, a volte si ha una battuta di arresto, sembra che nulla abbia scopo e ci si ferma a riflettere sulla propria vita e sul suo senso. Sono momenti, passano, e si va avanti. Siamo davvero più forti dopo? Così dicono, ma forse è solo una bugia che ci raccontiamo, come quando si dice ad un bambino che si è fatto male: ‘Soffia che ti passa il dolore’.
Altro che soffiare, ci vorrebbe un tornado per disperdere le nubi…

Our days are not always the same, sometimes we have a setback, it looks as if nothing has a purpose, we stop and think about our life and its meaning. These are moments, they pass and we go on. Are we really stronger afterwards? So they say, but maybe it is only a lie that we tell ourselves, like when we say to a child who hurt himself: ‘Blow and the pain will go’ away’.
Forget blowing, to clear the sky a tornado would be needed…


Ho un amico, molto più giovane di me, un uomo del quale in altre circostanze potrei innamorarmi, per la sua grande sensibilità, per profondità dei suoi pensieri, per la sua gentilezza. Abbiamo molto in comune e spesso ridiamo delle stesse cose. Questo amico mi ha portato un dono da un viaggio recente e mi ha stupita quando mi ha detto: ‘Ho visto questa sciarpa piena di colore ed ho pensato a te’.
La sciarpa è di una magnifica seta, pesante e lussuosa, i colori sono audaci ed il disegno molto interessante.

I have a friend, much younger than me, should the circumstances be different I could fall in love with him: he has a great sensitivity, depth of thought and kindness. We have a lot in common and we often laugh about the same things. This friend brought me a gift from his recent trip and he surprised me when he said: ‘I saw this scarf full of colour and I thought of you’.
The scarf is a magnificent silk, heavy and luxurious. The colours are bold and the pattern very interesting.


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La guardo, la studio e so già che sarà una gioia portarla. Quello che mi ha stupita è la frase che mi ha detto: qual’è l’immagine che do di me, come mi percepisce chi mi sta intorno? Ho trovato molto lusinghiero che mi si veda come una donna che ama il colore, dunque ottimista e positiva. Ed in effetti sono così….la maggior parte del tempo!

I look at it and I already know that it will be a joy to wear it. I was surprised by the phrase he said to me: what is the image, what is the perception that I give of myself? I found very flattering that I am seen as a woman that love colour, therefore optimistic and positive. And in fact this is how I am…most of the time!

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Altro colore: un graditissimo regalo da parte di Angharad. Lana tinta con colori naturali (guado, campeggio, rubia, cipolle dorate).
More colour: a very much appreciated gift from Angharad. Natural colours dyed wool (woad,  logwood, madder, golden onions).

lunedì 14 maggio 2012

Sashiko + boro

DSC02606Ho fatto un corso alla Fondazione Capucci durante il fine settimana, intitolato ‘Forma e materia’. Era un corso rivolto agli stilisti di moda e trattava dell’utilizzo di tecniche di trasformazione del tessuto.
Abbiamo cominciato con un interessante excursus nella moda del ventesimo secolo e sulle innovazioni apportate da grandi Maestri (Elsa Schiaparelli, per esempio), per poi proseguire con uno straordinario panorama sul finissaggio industriale dei tessuti. Mi ha fatto sorridere, io che venivo da un mondo tradizionale come quello studiato in Giappone mi sono trovata proiettata nella modernità più assoluta. Altro che seta tessuta a mano!

During the weekend I took a course at the Fondazione Capucci, called ‘Shape and material’. It was a course meant for fashion stylists and it was about the use of fabric transformation techniques. We started with a very interesting digression on XXth century’s fashion and the innovations of great Masters (Elsa Schiaparelli, for instance), continuing through the extraordinary scenery of textile industrial finishing. This made me smile, thinking that coming from a very traditional world like the one I studied in Japan, I was suddenly projected in the outmost modernity. Forget the hand woven silk!


Sono seguiti laboratori pratici dove ho ritrovato due delle mie maestre: Thessy e Angharad.
In particolare voglio parlare del sashiko, una tecnica giapponese nata per rafforzare i tessuti che un tempo erano di piante fibrose, tessuti a mano e necessariamente poco caldi e protettivi. Proprio per la necessità di aumentare queste caratteristiche, si cominciò a fare passare lunghe gugliate di filo ad intervalli regolari, cucendo vari strati di stoffa.
Questo gilet è una pezzo da collezione di Bryan sul retro del quale, nel punto in cui poggiava la canna di bambù utilizzata per trasportare pesi, è stata applicata una ‘toppa’ fatta con la tecnica sashiko.

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Later we had practical laboratories where I found 2 of my teachers, Thessy and Angharad.
In particular I want to speak about sashiko, a Japanese technique created to reinforce textiles that were made of fibrous plants, handwoven and for their nature not in the least warm and protective. From the necessity to increase these characteristics long threads of cotton were stitched at regular intervals, thus sewing several layers of fabric.
This waistcoat is part of Bryan’s collection, on the back of which, where the bamboo cane used to transport weights rested, a patch made with sashiko technique was applied.


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A Tokio ho visitato il Museo Amuse o museo del Boro, parola questa che denota capi di abbigliamento rattoppati con piccoli pezzi di tessuto sovrapposti e cuciti con piccoli punti (sashiko). Il tessuto era così prezioso che le famiglie che possedevano un migliaio di stracci erano considerate abbienti.

When in Tokio I visited the Amuse Museum or Boro museum, where boro means clothing mended with little pieces of overlapping fabric sewn with little stitches. Fabric was so precious that families owning a thousand of small rags were considered well off.


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Questi pantaloni, non potrebbero essere stati disegnati da uno stilista attuale?
Couldn’t these trousers have been designed by a fashionable stylist?

martedì 8 maggio 2012

Katazome: the Master


master1Vado avanti con le mie cronache dal Giappone non solo perché mi pare che destino interesse ma anche perché sono ancora abbagliata dall’esperienza vissuta, e francamente penso a poco altro.

Un mattino Bryan ci ha caricate in macchina e portate alla stazione. Abbiamo preso il treno, poi un autobus, poi camminato per un po’, senza dimenticare di comprare il nostro pranzo lungo la strada.

I proceed with my Japanese chronicles not only because they seem to arise interest, but also because I am still dazzled by the experience that I lived and still thinking to little else.


One morning Bryan took us by car to the station. We took a train, then a bus, then we walked, without forgetting to buy lunch on our way.


master8Siamo arrivati ad una bassa costruzione di legno dentro cui vive e lavora Noguchi san, il Maestro che tinge con l’indaco tessuto per kimono preventivamente trattato con gli stencil. Questi stencil sono molto dettagliati e con disegni complessi.
Insomma la tecnica del mio precedete post, ma portato ad una raffinatezza che lascia incantati.

Prima di lui suo padre, ed ora suo figlio: un’arte tramandata da generazioni, fatta di precisione, orgoglio, passione.

We arrived to a low wooden building in which Noguchi san works and lives. He is the Master who indigo dyes kimono fabric that has previously been stenciled. The stencils are very detailed and with complex drawings.
It is the technique that I explained in my previous post, but brought to a refinement that had me enthralled.


Before him his father, and now his son: an art that has been passed down from generation to generation, made of accuracy, pride, passion.


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Qui vedete la tela stesa su un’asse di supporto, la colla a base di riso ed i ‘coltelli’ per stenderla.
Here you can see the fabric stretched on a supporting plank, the rice glue and the ‘knives’ to apply it.

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Il figlio ci ha fatto vedere come si procede ed in questa sequenza potete rendervi conto di come sia necessaria una grande maestria per distribuire la colla in modo uniforme e soprattutto con che precisione lo stencil viene riposizionato, in modo che il disegno sia continuo.

The son demonstrated how to proceed and in this sequence you can appreciate what a great mastery is necessary to evenly spread the glue and moreover the great precision used to reposition the stencil so that there are no gaps in the drawing.


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Naturalmente è tutto molto veloce (per chi lo sa fare), questo è il tessuto completato, 13 metri di cotone che dopo adeguata essiccazione verrà immerso nell’indaco più volte.
Of course the process is very quick (if you know how to do it), this is the completed fabric, 13 meters of cotton that after suitable drying will be immersed in the indigo vat several times.
  
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Confesso, con una delle mie compagne di corso abbiamo comprato un rotolo e ce lo siamo divise. Come resistere. Se volete leggere ancora di questa esperienza, potete farlo sul blog di Bryan.

I have to confess that one of the other students and I bought a bolt and shared it. How could we resist.
If you want to read more on this experience, go to Bryan's blog.

domenica 6 maggio 2012

Katazome

E’ un metodo giapponese di decorazione dei tessuti mediante una pasta che scherma il tessuto, applicata tramite uno stencil.
This is a Japanese technique of fabric decoration using a resist paste applied through a stencil.


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Lo stencil viene preparato intagliando carta di gelso trattata con succo di diospero (credo che conferisca resistenza alla carta). Successivamente una reticella di seta viene applicata per rendere lo stencil più maneggevole e riutilizzabile.
Bryan san ha la mano ferma e i suoi tagli sono netti e precisi.

The stencil is prepared by cutting mulberry paper treated with persimmon juice (I think it gives more resistence to the paper). Later a silk net is applied in order to make the stencil easier to handle and reusable.
Bryan san has a firm hand and his cuts are sharp and precise.


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Blandina san ha la mano insicura ed ha paura di rovinare il suo stencil.
Blandina san has an uncertain hand and is frightened to spoil her stencil.


La pasta applicata è a base di farina di riso, cotta a lungo con altri ingredienti in modo che diventi appiccicosa e quindi aderisca bene al tessuto.
The applied paste is made with rice flour and other ingredients, cooked for a very long time so that it becomes very sticky and grips to the fabric.


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Quando la pasta è asciugata, si procede alla tintura. Nel nostro caso abbiamo immerso il tessuto nell’indaco.
Si sciacqua, si rimuove la pasta e si stende ad asciugare
When the paste is dry, the dyeing occurs. In our case we immersed the cloth in the indigo vat.
Then after a good rinse to remove the paste, the fabric is hung up to dry.


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Naturalemente questo era uno stencil molto primitivo, ma ce ne sono di elaborati e complessi come questo.
Bryan ha un’allieva che si chiama Eri, fa delle cose squisite. Potete vedere un esempio del suo lavoro in questo post .

Of course this was a very primitive stencil, but I have seen some ornate and complex examples like this one.
Bryan has a student called Eri, she makes exquisite stencils. You can see an example of her work in this post.

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giovedì 3 maggio 2012

Indigo blue

Quando ero bambina la parola ìindaco’ mi aveva colpita in maniera non indifferente, perché era uno dei colori dell’arcobaleno: rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto. Questo misterioso indaco era un colore che non capivo, non azzurro, ma non viola, e nemmeno blu. La maestra tutto sommato non lo sapeva nemmeno lei, o almeno non riusciva a spiegarlo.

When I was a child, the word ‘indigo’ struck my imagination in a considerable way because it was one of the colours of rainbow: red, orange, yellow, green, blue, indigo and violet. The mysterious indigo was a colour that I didn’t understand, not blue and not violet, what was it? In the end not even the teacher knew what it was, or at least was unable to explain it.


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Ecco l’orcio in cui Bryan tiene l’indaco pronto per la tintura: la foto non rende, ma il blu non è proprio blu,  percorso com'è da sfumature gialle, verdi e violette. Dovevo andare fino in Giappone per capire!

This is the indigo vat, ready for use: it is not very visible, but the blue is not really blue, it contains shades of yellow, green, and violet. I had to go to Japan to understand!


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Bryan coltiva il suo indaco, lo raccoglie e lo fermenta. Ci vuole una quantità spropositata di foglie fresche per ottenere un vassoio di prodotto come questo.

Bryan grows his own indigo, crops and ferments it. An enormous quantity of fresh leaves are needed to obtain a tray of product like this one.
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Il nostro primo tentativo è stato il cosiddetto ‘chop stick shibori’. Molto semplice e di effetto, si tratta di coprire certe zone in modo che non vengano a contatto con la tinta. Per maggiori informazioni andate a vedere shibori.

Our first attempt was the so called ‘chop stick shibori’. Very easy and effective, it is about covering some areas so that they will not get in contact with the dye. For more information check shibori.

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Questa è la mia sciarpa, e qui sotto vedete anche le altre. Alcune di noie erano davvero digiune di shibori, ma i risultati sono stati soddisfacenti per tutte.

This is my scarf and hereunder you can see all the others. Some of us had never attempted shibori, but the results were satisfactory for all.

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Mediante la tecnica shibori si possono ottenere delle cose molto raffinate, come per esempio questo pezzo fatto dal Bryan, un vero Maestro.

Through the shibori technique, very elegant pieces can be obtained, for instance like this hankie made by Bryan, a true Master.
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mercoledì 2 maggio 2012

Japan, mon amour

Sono a casa da qualche giorno, ma fra il jet lag e l’influenza con cui sono rientrata avevo troppa poca energia per scrivere. Il Textile Studio Tour è stata un’esperienza emozionante, completa ed indimenticabile.
Persone, luoghi, tradizioni e tecniche tessili hanno fatto di questo viaggio una pietra miliare della mia vita. Il ricordo mi accompagna giorno e notte, un ricordo che resterà in me profondamente impresso e a cui guarderò con nostalgia negli anni a venire.

I have been home for a few days now, but with the combined effect of jet lag and the flu I hadn’t enough energy to write. The Textile Studio Tour  has been an exciting, complete and unforgettable experience.
People, places, traditions and textile techniques contributed to make this trip a milestone of my life. The memory is with me day and night, a memory that will stay deeply stuck in me and to which I look with longing in the future years.


bryanDa dove cominciare? Prima di tutto da Bryan, il nostro maestro, sensei in giapponese. Vive in Giappone da 23 anni, da 18 a Fujino. Ha studiato a fondo le tradizioni di questo paese, e non solo tessili. Trasmette il suo sapere con immediatezza e semplicità, sa di cosa parla e le sue conoscenze sono vaste.

Mi hanno colpita l’amore e il rispetto che prova per il Giappone, riflessi non solo nelle sue parole ma anche nelle sue azioni. Se oggi provo il desiderio di esplorare ulteriormente quello con cui sono venuta a contatto, inevitabilmente per un periodo troppo breve, lo devo alla passione di Bryan.

Eccolo in questa foto, mentre io reggo delle matasse di cotone tinte con l’indaco.

From where to start? First of all from Bryan, our teacher, sensei in Japanese. He has been living in Japan for the last 23 years, of which 18 in Fujino. He deeply studied the traditions of this country, and not only the textile ones. He transmits his knowledge in an immediate and simple way, he knows what he is talking about and he is a man of great learning.


I was struck with the love and respect that he has for Japan, shown not only in his words but also his actions. I owe to Bryan’s passion if today I feel like further exploring what I got in contact with, inevitably for too short a period.


Here he is in this picture, while I am holding indigo dyed cotton hanks.


natE poi Nat, Natima, la forza motrice e l’organizzatrice del tour.
Una donna divertente, simpatica aperta, sempre sorridente.

Ci spingeva, radunava, organizzava come un cane da pastore con un branco di pecore indisciplinate. Ci ha fatto una divertentissima lezione di ecodyeing, ma la sua creatività non conosce limiti.

Then there was Nat, Natima, the driving force and organiser of the tour.
A fun, pleasant, open and always smiling woman.


She pushed, gathered, organised us like a shepherd dog with a flock of unruly sheep. She also gave us a very entertaining lesson on ecodyeing, but her creativity doesn’t know limits.


Un semplice grazie è troppo poco.
A simple thank you is not enough.
  casa fujino   La casa di Bryan a Fujino.   Bryan’s house in Fujino.